Ravenna, 19enne forlivese chiede aiuto in hotel: “Sono stata violentata in camera”

Ha chiesto aiuto dalla camera dell’hotel dicendo di essere stata violentata dall’uomo con il quale aveva passato la giornata e che ancora si trovava con lei nella stanza, all’insaputa della reception. È una vicenda dai contorni ancora da chiarire quella sulla quale ora stanno indagando gli uomini della squadra Mobile, dopo l’intervento delle Volanti e della Polizia Scientifica al Grand Hotel Mattei, struttura ricettiva affacciata nella periferia a Nord di Ravenna. La vittima, una ragazza di 19 anni originaria di Forlì e attualmente residente a Gatteo, è stata portata al pronto soccorso del capoluogo bizantino, mentre sono in corso le ricerche dell’uomo che secondo il racconto della giovane avrebbe abusato di lei.

La stanza pagata prima di uscire


Stando a quanto ricostruito in prima battuta, la giovane si era presentata in hotel nel primo pomeriggio, in compagnia dell’uomo, lo stesso che a quanto pare era andato a prenderla fino a Gatteo per portarla a Ravenna. Sembra si fossero conosciuti una decina di giorni prima, così avrebbe riferito la vittima. Sta di fatto che una volta entrati in hotel sono stati raggiunti da un ulteriore individuo. Sarebbe stato proprio uno dei due a pagare la camera per la 19enne, lasciando che la registrazione alla reception fosse fatta a nome della giovane. Stanza 611, al sesto piano. Fatto ciò, il trio si era avviato verso il bar della hall con l’intenzione di bere qualcosa, trovandolo tuttavia chiuso. Informati dal personale che la struttura non avrebbe potuto servirli a quell’ora, i tre sono usciti, dirigendosi in un altro bar. Pur non ricordando il nome, la giovane avrebbe fornito indicazioni utili a identificare come meta più probabile un noto locale nelle vicinanze, dove si sarebbero intrattenuti circa un paio d’ore.


Il messaggio: «Aiuto»


Al ritorno, stando alle testimonianze del personale dell’hotel, la ragazza sarebbe salita sola in camera da letto, e lì sarebbe rimasta almeno fino alle 14, quando alla reception è giunta una chiamata esterna. La sequenza dei fatti, a questo punto, è abbastanza chiara: la persona al telefono si presenta come il cognato dell’ospite, riferendo di essere stato contattato dalla parente acquisita con una richiesta di aiuto. Parla prima di un messaggio ricevuto dalla giovane, seguito da una chiamata. La responsabile della struttura non perde tempo e chiama direttamente la camera per verificare. Con sua sorpresa, tuttavia, la voce alla cornetta è maschile. A quel punto improvvisa: chiede se per caso hanno contattato la reception e si fa passare la ragazza, alla quale fa una domanda diretta: «Ha bisogno di aiuto?». La risposta è secca: «Sì». La dipendente escogita anche il modo per fare uscire dalla stanza il presunto violentatore; lo informa che la sua presenza non è stata registrata, chiedendogli di scendere subito per essere inserito sul registro degli ospiti. La scusa funziona. Al punto d’accoglienza al piano terra arriva proprio uno dei due uomini notati prima con la giovane, che pur mostrandosi apparentemente calmo si allontana dalla struttura senza fornire i propri dati. Sono ormai le 14.30 quando viene avvisato dell’accaduto il titolare dell’hotel, Nicola Musca, il quale si attiva a sua volta per contattare le forze dell’ordine, attendendo in struttura l’arrivo del cognato della vittima. Solo a quel punto la 19enne esce dalla camera. La descrivono come sconvolta, in lacrime.


L’uomo fatto entrare di nascosto


La ragazza, soccorsa dal personale del 118, è stata portata in ospedale. Stando a quanto trapelato, avrebbe fatto entrare lei l’uomo alla 611, non è chiaro se facendolo passare di nascosto dall’ingresso principale oppure dalle scale antincendio poste all’esterno. Avrebbe fornito anche nome e nazionalità del presunto aggressore, aggiungendo oltretutto dettagli come una probabile residenza in città, spiegata col fatto che sembrava orientarsi bene nella zona e conoscere il locale dove si erano recati a bere. La stanza in cui la vittima avrebbe dovuto passare la notte, è rimasta chiusa fino all’arrivo della Scientifica, che ha effettuato i rilievi. Acquisiti anche i filmati di videosorveglianza dell’hotel, che potranno chiarire meglio alcuni aspetti della vicenda ancora oscuri.

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