Ravenna, 14enne abusata al mare: 4 giovani indagati

Dell’uscita serale insieme alle amiche a Milano Marittima non ricorda molto. La vodka, bevuta a ripetizione un po’ per gioco a mo’ di sfida, e un gruppetto di ragazzi che nel corso della serata si era avvicinato.

Fra le immagini annebbiate, c’è però ben altro: lei, 15 anni non ancora compiuti, sola «in un bosco» con uno di quei ragazzi, e poi accerchiata anche dagli altri “amici”, che dopo averla palpeggiata sarebbero andati oltre spingendosi a veri e propri abusi sessuali.

Il racconto di quanto accaduto sul finire dell’estate scorsa ha portato all’apertura di un fascicolo che vede attualmente indagati quattro giovani residenti a Bologna, di età compresa tra i 18 e i 22 anni, con l’accusa di violenza sessuale di gruppo.

La denuncia dalla scuola

I fatti risalgono alla notte tra il 7 e l’8 agosto del 2021, ma la denuncia è stata sporta solamente un paio di mesi più tardi, quando dalla scuola superiore del Ravennate frequentata dalla vittima, un docente ha segnalato il presunto abuso rivelato dalla ragazza durante una confidenza in ambito scolastico.

La serata era iniziata in un locale di Milano Marittima; è qui che sarebbe avvenuto il primo approccio del gruppetto bolognese, spostandosi poi all’esterno, nei pressi di una panchina.

A lungo andare, tuttavia, le attenzioni si sarebbero fatte sgradite, tanto da portare le amiche dell’adolescente a cercare di allontanare il capannello maschile divenuto troppo molesto. Insistenze alle quali l’adolescente avrebbe ceduto dopo una telefonata del ragazzo che effettivamente le piaceva; l’avrebbe incalzata dicendole, «non vieni… ti vengo a prendere?».

Alla fine ha accettato di seguirlo in un’area verde (probabilmente una zona pinetale nei pressi del locale). Non poteva immaginare che a stretto giro li avrebbero raggiunti anche altri tre amici.

Le indagini

Di loro la vittima ricorda la provenienza, ma non i nomi, eccetto quello del ventenne per il quale aveva sua volta mostrato un certo interesse; un piccolo dettaglio che si è rivelato prezioso per gli investigatori della Squadra Mobile, al fine di identificare gli altri presunti responsabili della violenza.

Ricognizione in tribunale

Tuttavia la memoria fotografica di ciascun volto è stata messa a dura prova dalla sbornia. Così, per rendere più nitido quanto denunciato al termine dell’estate scorsa, il sostituto procuratore Angela Scorza ha chiesto un incidente probatorio nel quale all’adolescente (assistita dall’avvocato Cristina Magnani) sarà chiesto di riconoscere gli indagati.

Un accertamento del quale sono stati informati anche i legali dei quattro ragazzi bolognesi, difesi dagli avvocati Katia Delle Tasse, Antonella Rapagnani, Laerte Cenni e Alessandra Giovannini.

L’urgenza della ricognizione fotografica è dettata principalmente da due aspetti: il ricordo già offuscato da un lato, e dall’altro la giovane età dei ragazzi, la cui crescita potrebbe compromettere la possibilità di riconoscimento.

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