È abbastanza incredibile che tre colonne del jazz italiano, con decenni di attività alle spalle, come Enrico Rava, Stefano Bollani e Gianluca Petrella non si siano mai ritrovati sullo stesso palco in formazione a trio. Succederà per la prima volta questa sera, martedì 25 agosto, nell’Arena Lido della Darsena di Rimini, all’interno del festival Crossroads, che sta cercando di recuperare più concerti possibili dopo l’annullamento dell’intero programma in primavera scorsa. Sono previsti due set, alle 20.30 e alle 22.30, per compensare la ridotta capienza in osservanza delle regole di distanziamento.

Rava è il decano del jazz italiano, e si può ben dire che abbia avuto un ruolo nella scoperta e nel lancio dei suoi due più giovani colleghi; si candida perciò a capofila del trio, anche se suona un po’ strano che due personalità del calibro di Bollani e Petrella rivestano un ruolo di secondo piano. La veste di leader del trombettista triestino è dovuta anche al fatto che il trio è stata una sua iniziativa, nella quale ha coinvolto il pianista milanese e il trombonista barese.

Rava, classe 1939, è il jazzista italiano più conosciuto nel mondo fin dagli anni ’70, quando, dopo varie esperienze in Italia, si trasferì a New York, prendendo parte da protagonista alla rivoluzione portata dall’improvvisazione free jazz. Suoi compagni d’avventura furono Roswell Rudd, Marion Brown, Cecil Taylor e Carla Bley. Nei decenni successivi, rientrato in patria, ha allargato la sua attività a vari generi e contaminazioni, dall’alto della credibilità e fama ottenuta, e si è dedicato al ruolo di talent scout, lanciando molti giovani musicisti, tra cui i suoi due compagni di stasera.

Bollani, pur universalmente considerato un jazzista, è in realtà un artista dalle mille facce: musicalmente, oltre che con il jazz, ama misurarsi con pop, classica e musica d’autore, ma è anche scrittore di romanzi, conduttore radiotelevisivo di grande successo e intrattenitore in teatro. La sua popolarità è tale che ne esiste perfino una versione a fumetti su Topolino.

Petrella, il più giovane dei tre, è più focalizzato, dividendo la sua arte quasi esclusivamente tra jazz e musica elettronica. Innumerevoli le sue collaborazioni con grandi artisti internazionali, ma la sua ispirazione più profonda è emersa nelle formazioni che ha guidato: Indigo 4, Tubolibre, il duo Soupstar con Giovanni Guidi, il quartetto Brass Bang con Paolo Fresu, Steven Bernstein e Marcus Rojas, la Cosmic Band e la sua evoluzione Cosmic Renaissance.

www.crossroads-it.org

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