Rapina cliente fuori dalla farmacia a Cesena: condannato

Una rapina in farmacia da 10 euro è costata (per ora) 2 anni e 4 mesi di condanna ad Hicham Aissaui: il 42enne marocchino irregolare in Italia che era stato arrestato per la prima volta lo scorso mese di marzo. Ha sul capo una lunga sfilza di denunce per altri episodi ed anche questo deve aver inciso sulla decisione presa dal giudice Giorgio di Giorgio di condannarlo. La procura (pm Sara Posa) per l’uomo (difeso dall’avvocato Gianluca Betti) aveva chiesto un pena ancor più severa: 5 anni di cella.

Domenica 28 marzo all’ingresso della farmacia Santa Maria Del Monte, in zona stazione, era stato rapinato un cliente. La vittima entrava, ma per le accuse era stata bloccata sull’uscio da Hicham Aissaui con una richiesta di denaro. Al diniego, il 42enne con atteggiamento minaccioso aveva mostrato il verosimile calcio di pistola celato sotto il giubbotto, costringendo così la vittima spaventata a consegnargli quanto aveva: 10 euro. Le descrizioni fornite dalla vittima e la successiva visione dei filmati di videosorveglianza avevano permesso alla polizia di riconoscere quella che per loro è vecchia conoscenza.

Aissaui infatti era già stato identificato e denunciato in precedenza. Anche se mai era stato arrestato. Sabato 20 febbraio era stato protagonista con un complice in corso Sozzi vicino alla Barriera di una tentata rapina a due giovani. Quella stessa sera un’ora prima il 42enne era stato trovato riverso a terra in via Masini, evidentemente ubriaco. In quei momenti era appena uscito di carcere ma aveva già inanellato un obbligo di dimora a Cesena per dei tentati furto tra Imola e Bologna. E prima ancora a Cesena era stato denunciato per spaccate alle vetrine dei negozi usando i tombini presi da terra.

La condanna di primo grado appena letta per la rapina in zona stazione, facilmente sarà oggetto di appello. La difesa nel corso del processo ha infatti sempre sostenuto che Hicham Aissaui non fosse armato (di pistole nei filmati di sicurezza non se ne vedono) e che al limite lo si poteva “imputare” di essere stato troppo insistente nel chiedere la carità al cliente della farmacia.

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