Il “poeta della tastiera” Ramin Bahrami, torna a Forlì oggi (ore 21.30) grazie a “Emilia Romagna Festival” che lo ha invitato all’Arena San Domenico.

Bahrami, uno dei grandi interpreti mondiali di Bach al pianoforte, esegue “Le Variazioni Goldberg” di Johann Sebastian Bach, scritte, si pensi, per l’insonnia del conte Von Brühl il quale trascorreva le ore di veglia ascoltando l’esecuzione di Johann Goldberg, l’unico in grado di affrontarne all’epoca le difficoltà.

Maestro Bahrami, sono davvero storie d’altri tempi, con il ricco mecenate sofferente che sostituisce le gocce di valeriana… con Bach!

«E Bach è un autore che può donare vita, linfa, ordine, pulizia anche a questo nostro mondo! Ma non sarebbe soddisfatto di questa grande confusione, dovuta, certo, all’emergenza sanitaria, ma di cui sono responsabili anche istituzioni e media… Nelle “Goldberg”, poi, la scienza più alta del contrappunto si fonde con una bellezza da… mille e una nota, e la “variazione” raggiunge l’apice grazie alla calma e alla razionalità, ma anche al cuore».

Un equilibrio delicatissimo

«Certo, perché il prevalere dell’una o dell’altro crea disarmonia. Ma proprio questo bilanciamento è un segno incontestabile della grandezza dell’essere umano, capace di realizzare cose mirabili…».

Lei parla di Bach, ma si avverte la presenza di quel fattore destabilizzante che è la pandemia.

«Infatti ora più che mai occorrono l’amore e la bellezza dell’arte per salvare l’uomo, consapevoli che la cultura, la musica non sono “divertimento” ma necessità di vita, come l’arte tutta, come l’istruzione… Da inguaribile ottimista come sono, anzi, io esorto a mantenere vivi i veri valori, che non sono lo spread o il Pil ma queste caratteristiche prettamente umane. Penso infatti che se ci arrendiamo al virus, questo comporterà lasciare campo aperto anche ad altri tipi di emergenze, non strettamente sanitarie, ma legate alla libertà delle popolazioni. Per questo spero che i nostri governanti lavorino per tornare davvero alla normalità, e non si rassegnino a pensare che l’emergenza può diventare la nostra vita: sono proprio la socialità e la condivisione che, con la bellezza, ci rendono “umani”. Questo lo ha capito bene la Germania, dove vivo e di cui sono cittadino onorario: in una sala da concerto sono state riunite 1.500 persone per dimostrare che si può davvero ripartire, e ripristinare quella triade: socialità, bellezza e libertà che sta alla base dell’opera di Bach e di questa “Variazione”».

Ce ne parli, maestro.

«Bach nelle “Goldberg” raggiunge il sublime: crea in ognuna un nuovo mondo a se stante, anche se legato al soggetto e al tema principale. Neanche Mozart o Beethoven ci riescono a questo livello, ed è per questo che le “Goldberg” rappresentano davvero un viaggio di spiritualità e di introspezione da vivere insieme al pubblico, e allo stesso tempo insegnano anche a chi le interpreta un’umiltà rara, ben lontana da ogni compiacimento. Le portano a Forlì “Emilia Romagna Festival” e l’Amministrazione: veri combattenti, che permettono al pubblico e agli artisti di riprendere un dialogo interrotto mesi fa. Non ci sarà intervallo infatti in questo “concerto anti-Covid”, e speriamo che ci renda “immuni” Bach: l’autore più perfetto, meno condizionato dal tempo e dal luogo, capace di abbracciare l’Uomo che oggi appare quasi… una “matrioska” senza cuore».

Lei ha al suo attivo anche una recentissima incisione, presentata a Lugo sempre per “Erf” pochi giorni fa.

«È un progetto complesso, dedicato al sentimento della malinconia, con autori come Sibelius, Berio, Wagner. Due anni fa mi recai in Colombia e ne tornai con strane sensazioni, di frenesia e di mancanza di obiettivi… questo e la volontà di “fare pace” con autori che avevo un po’ trascurato, mi hanno spinto a realizzarlo, lasciando l’ultima “stazione” proprio a Bach. L’incisione è corredata dal libretto di Piero Rattalino, che descrive questi 250 anni di musica, e si conclude con l’invocazione al Signore, che faccio mia, a liberare la terra da ogni male… e da ogni morbo!».

In caso di maltempo il concerto si terrà al Duomo di Forlì.

www.erfestival.org
Info: 0542 25747

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