Ramaiola, Agrofficina e Poco di buono insieme contro lo spreco

Combattere lo spreco alimentare unendo le forze e aggiungendo anche un elemento insieme ludico e formativo. Con questo obbiettivo, intorno allo stesso tavolo, si ritrovano l’ideatrice di una scuola di cucina, un cuoco in grado di cucinare una zucca e farne una gustosa pietanza senza buttare nemmeno la buccia e i semi, i volontari di uno storico gruppo di acquisto e una bottega biologica e solidale.

Scuola di cucina a spreco zero. L’idea del corso “Sprecozero” è partita dalla riminese Annalisa Pascucci, fondatrice della scuola di cucina Ramaiola, che come tanti ha dovuto reinventarsi utilizzando la tecnologia per proporre i propri corsi anche in epoca di pandemia. Annalisa poi ha fatto di più, si è guardata intorno in città e ha coinvolto chi, come lei, aveva a cuore, nelle proprie attività quotidiane, il rispetto per le materie prime alimentari e il rifiuto dello spreco. «Prima di tutto ho pensato allo chef del locale Agrofficina con il quale avevo già collaborato per altri corsi –spiega Annalisa – poi ho pensato al progetto “Spreco zero” della bottega Poco di Buono in via della Lontra, dove anche io mi rifornisco per la mia spesa di casa. Li ho coinvolti tutti, ed è nato il corso che ora proponiamo per per due serate, il 9 e 23 febbraio». In pratica iscrivendosi al format di Ramaiola, si acquista una cassetta di frutta e verdura strappate al macero da Poco di Buono, e collegandosi on line con lo chef Andrea Poggiali si impara come mettere in piedi un menù con il contenuto di quella cassetta.

“Poco di Buono” la bottega bio e antispreco. «Adesso va anche un po’ di moda parlare di lotta allo spreco alimentare, noi abbiamo cominciato dieci anni fa», dice Christian Magnani della bottega “Poco di Buono”, in via della Lontra 53 a Rimini. Il progetto è nato nel 2015 evolvendosi dallo storico gruppo di acquisto solidale Rigas. «In pratica intercettiamo quotidianamente rimanenze di frutta e verdura tramite un distributore – spiega Christian –. Si tratta di prodotti ancora perfettamente edibili, fra l’altro provenienti da filiera biologica anche se non li proponiamo come tali, che però non essendo stati venduti in giornata andrebbero al macero. Grazie al lavoro dei volontari del Rigas, nei magazzini della nostra bottega, componiamo delle cassette da 6 a 10 chili, a seconda di quello che arriva, e le vendiamo a 4 euro l’una. Nel 2019 abbiamo intercettato circa 60mila chili di prodotto e ne abbiamo salvati in cassetta 40mila. Nel 2020 su 88mila recuperati ne abbiamo salvati 72mila. C’è da dire che abbiamo visto crescere molto il numero di persone che si rifornisce di questa cassetta volentieri sia per una questione etica, ma sempre più spesso anche per una questione di difficoltà economica. Quello che non viene prenotato e consegnato, lo doniamo alla mensa dei poveri». Questo è uno dei progetti della Poco di Buono srl che è oggi una propria attività commerciale legata sempre al biologico. «Circa 8 anni fa il gruppo di acquisto Rigas si trovò a un bivio –raccontano Christian Magnani e Carlo Mariani –, eravamo cresciuti tantissimo, circa mille famiglie socie, e per gestire gli ordini avremmo dovuto avere spazi sempre più grandi e personale. Perciò, per essere in regola abbiamo dovuto creare questa società di cui oggi siamo soci in 32. L’obiettivo sarebbe evolversi in una azienda con certificazione B corp, anche per realizzare nuovi progetti solidali. Ci stiamo lavorando». In un pomeriggio normale di apertura, il traffico di clienti al negozio Poco di Buono è folto, qui si trovano verdure di stagione, cereali e legumi essiccati, anche latticini, tutti da produttori biologici non necessariamente del territorio, ma verificati e conosciuti uno per uno, oltre ai prodotti del mercato equo e solidale. Poi, ovviamente, ci sono le cassette antispreco, che in effetti vanno via come il pane.

Christian Magnani e Carlo Mariani fondatori di Poco di Buono FOTO MAURO MONTI
Andrea Poggiali chef di Agrofficina che terrà il corso FOTO MAURO MONTI

Cassetta a sorpresa e consigli on line. Proprio queste cassette, nelle quali possono capitare carote, cipolle, peperoni, zucchine, patate e insieme pere e arance, saranno la “mistery box”, per mutuare il termine dal talent show culinario più famoso, che il corso di Ramaiola propone per i due martedì di febbraio. «Lo chef Andrea Poggiali conoscerà a sua volta nel pomeriggio di martedì il contenuto della cassetta, che cercheremo di fare avere a tutti i corsisti, una decina per sera, in maniera più uguale possibile – spiega Annalisa Pascucci –. Le persone vanno a ritirarla pomeriggio a Poco di Buono e la sera si collegano con noi, dopodiché io fornirò a tutti la dispensa con le ricette e i consigli dello chef. Andrea Poggiali, che ad Agrofficina, in piazzale Malatesta a Rimini, lavora le verdure della omonima azienda agricola della socia Annachira Leardini, delle verdure ama, di prassi, non buttare via nulla. «Il mio studio costante è proprio su come utilizzare tutto di un ortaggio –spiega Andrea –. La zucca è un esempio perfetto. Io ne ricavo zuppe, purea, polvere essiccata, buccia croccante, ne cuocio la polpa a bassa temperatura, ne caramellizzo i semi». Per partecipare al corso di Ramaiola occorre prenotarsi telefonando al numero 349 7683480, oppure compilando il form che si trova sulla pagina del corso www.ramaiola.it/sprecozero. Per collegarsi al corso Ramaiola invierà un link che permetterà di “entrare in aula” e non servirà scaricare nessun programma ma avere solo una connessione internet, verrà utilizzata la piattaforma Google Meet. Il corso online Sprecozero ha un costo di 35 euro più i 4 euro per l’acquisto della cassetta.

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