Rai: la Francesca da Rimini di Diego Fabbri rivive alla radio

Forse troppo avveniristica, nella Rai degli anni Settanta, l’idea della “intervista impossibile”: fu proprio in quegli anni infatti che il grande drammaturgo, regista e anche sceneggiatore forlivese Diego Fabbri propose alla dirigenza Rai dei “Dialoghi immaginari. Interviste impossibili” tra intellettuali e personaggi della storia. L’idea allora fu sostanzialmente rifiutata: ora invece, e proprio in nome di Diego Fabbri, il Centro studi forlivese che gli è intitolato realizza quel progetto, con una diretta dagli studi di Rai Radio 3.

Oggi alle 20.30, la giornalista e scrittrice Loredana Lipperini intervista quindi Francesca, figlia di Guido da Polenta, la Francesca del famoso V canto dell’Inferno, impersonata da Viola Graziosi. Ad accompagnare la conversazione, la musica di due artisti forlivesi, il chitarrista Paolo Benedetti ed Elisa Venturini al flauto, che saranno anch’essi in diretta negli studi di via Asiago, a Roma.

«La performance di oggi aveva avuto un precedente la scorsa estate – chiarisce il direttore del Centro Diego Fabbri, Paolo De Lorenzi – con uno spettacolo in prima nazionale che si è svolto il 3 settembre al Giardino della Rocca di Bertinoro durante la “Festa dell’ospitalità”. Il Comune di Bertinoro chiedeva infatti un’idea originale per celebrare i 700 anni dalla scomparsa di Dante. Il Centro quindi ha rispolverato l’idea di Diego Fabbri e si è rivolto a Loredana Lipperini che ha scritto il testo e ha coinvolto Viola Graziosi, figlia dell’attore Paolo Graziosi (riminese, ndr), per una Francesca molto particolare, in equilibrio fra antico e moderno».

In effetti la modalità della “intervista impossibile” lascia spazio a tanti orizzonti, spesso imprevedibili.

«E infatti già dal 1973-74 la Rai riprese l’idea di Fabbri con grande successo, coinvolgendo fra i personaggi della cultura italiana, solo per citarne alcuni, Italo Calvino, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, Umberto Eco… Ma ora è proprio il Centro studi dedicato all’autore di Processo a Gesù a riproporre l’incontro con un personaggio famoso, un’icona di cui in fondo si sa molto poco. Questa indefinitezza però finisce per essere addirittura produttiva dal punto di vista narrativo. L’intervista a Francesca infatti dà modo di percorrere un viaggio sulla figura femminile, partendo da Dante ma arrivando a un discorso sulla donna contemporanea quanto mai attuale, e fra l’altro realizzato in vicinanza di una ricorrenza come quella del 25 novembre».

Non solo un incontro letterario, quindi.

«No, perché la Francesca di Loredana Lipperini è una donna appassionata e colta, che legge Marion Zimmer Bradley e Margaret Atwood e che per la prima volta racconta come siano realmente andate le cose nel momento di quella lettura e di quel bacio. Ma lo fa con una vena ironica e graffiante: un bel personaggio, che non tradisce l’originale ma lo rielabora, facendone emergere tutte le sfumature accennate dal racconto dantesco».

Un modo per fare anche omaggio a Dante, quindi, in questo 2021 che ne ha già visti tanti.

«Sì, ma anche per ricordare la figura di Diego Fabbri, la visionarietà di certe sue idee e posizioni, visto che con questa formula si può partire dal personaggio storico, o addirittura inventato, per arrivare al contemporaneo: una formula valida anche dopo 50 anni!».

E il Centro Fabbri fa da motore.

«È la sua filosofia, quella di mettere in movimento una rete di forze del territorio su progetti che hanno poi una ricaduta nazionale. Per questo siamo anche orgogliosi di aver coinvolto due artisti forlivesi come Paolo Benedetti ed Elisa Venturini, per un esperimento che ci fa già intravedere un mondo di sviluppi possibili».

Qualche anticipazione?

«La stessa “Scuola dello spettatore”, che continua a dare spazio alla filosofia di Diego Fabbri lavorando per dimostrare che quello del teatro è un linguaggio accessibile, vicino ai temi e ai problemi dell’uomo, specialmente in un mondo come quello di oggi che chiede chiavi di lettura sempre più raffinate».

Info: 335 6477553

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