RAVENNA – Sulla morte di Andrea Rossi la Procura ha aperto un fascicolo a carico di ignoti, disponendo l’autopsia giudiziaria sul corpo del giovane. Lo ha deciso il sostituto procuratore di turno Monica Gargiulo, che ha affidato al medico legale Matteo Tudini il compito di accertare le cause che hanno portato al decesso del 17enne, soccorso sabato pomeriggio dopo un tuffo in piscina all’interno di uno stabilimento balneare di Marina di Ravenna. Un scelta che si somma a quanto già disposto lunedì dall’Ausl. L’azienda sanitaria aveva infatti affidato ai propri medici interni il compito di effettuare i dovuti approfondimenti amministrativi sulla salma del giovane.

Nominato il medico legale

Ora però anche il terzo piano del palazzo di giustizia, già al corrente della situazione, vuole fare chiarezza sulle circostanze della morte. Da qui la decisione di avviare un’inchiesta che per il momento non vede indagati.
Non solo, a interessare gli uffici della Procura sarebbe stato anche un esposto presentato dal padre del ragazzo, assistito dall’avvocato Roberto Fabbri, in cui è lecito supporre siano stati chiesti opportuni approfondimenti.
L’accertamento medico legale è previsto per questa mattina, e potrà essere seguito eventualmente dal consulente di parte nominato dalla famiglia della vittima Solo al termine, se non emergono ulteriori impedimenti, potrà arrivare il nulla osta per i funerali.

Il video della tragedia

I minuti terribili che hanno preceduto il dramma di sabato sera, prima delle 18, sono stati immortalati dalle telecamere di sicurezza dello stabilimento. Ora che le indagini sono state avviate è probabile che quei video vengano acquisiti dagli inquirenti nel corso degli approfondimenti per capire meglio la dinamica dei fatti. Stando a quanto ricostruito, Andrea si trovava nella corte interna del Bagno in compagnia di alcuni amici e della fidanzatina, in occasione della festa di compleanno del fratello della ragazza. Durante il pomeriggio il 17enne avrebbe mangiato qualche stuzzichino, poi si sarebbe tuffato in vasca. Un minuto, giusto il tempo di qualche bracciata, e si è sentito male. Chi era accanto a lui ha dato subito l’allarme al 118 che in pochi minuti ha fatto arrivare sul posto l’auto medicalizzata e l’ambulanza. Nell’attesa sono intervenute più persone, qualcuno con formazione medica, e anche i bagnini di salvataggio dalla spiaggia (considerate le dimensioni della piscina non è obbligatorio un bagnino a bordo vasca). I primi tentativi di rianimazione sono stati effettuati in loco, anche utilizzando il defibrillatore. Al giovane è poi stata messa la maschera per tentare di farlo respirare. Tutto vano. Come anche la corsa verso l’ospedale, dove il 17enne è arrivato ormai senza vita. Sarà l’esito dell’accertamento di questa mattina a chiarire un quadro che al momento è alimentato da dubbi. Fra questi anche eventuali patologie congenite, che potrebbero avere influito in maniera determinante sulla sorte dell’adolescente.

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