Cosa c’è nell’acqua? Quello scontrino perché sono costretto a buttarlo nell’indifferenziato anche se sembra un pezzo di carta? E poi, la domanda delle domande: come si fa a produrre energia? Sono le questioni che vengono naturali con “Un pozzo di scienza”, l’iniziativa formativa di approfondimento messa a disposizione degli studenti delle superiori dal Gruppo Hera e che ogni anno coinvolge circa 20mila ragazzi. Il progetto sta diventando più grande (ora, compie 15 anni) ed è diventato uno strumento utile per diverse scuole dell’Emilia-Romagna. «Partecipiamo da tantissimi anni ed è un’attività che interessa molto i ragazzi – dice Anna Maria Stroppolo, docente di chimica all’Istituto tecnico Garibaldi-Da Vinci di Cesena – Abbiamo fatto laboratori in presenza e anche videoconferenze sui problemi dell’economia circolare. Quest’anno sia i ragazzi dell’Istituto Agrario sia quelli del Geometri hanno deciso di prenderne parte: hanno aderito in massa». È la professoressa a raccontare come tra gli aspetti che maggiormente suscitano la curiosità dei più giovani ci sono quelli legati all’ecosostenibilità e “ai materiali del futuro”. A scuola, ormai, la sostenibilità è un tema trasversale a diverse materie didattiche. Ne è convinta Agnese Alteri, docente dell’Istituto professionale Persolino Strocchi di Faenza, che ha scelto di far partecipare i suoi ragazzi all’iniziativa dedicata al green. «Lo scorso anno abbiamo portato i ragazzi al Dipartimento di tecnologia per l’Ambiente e dei Materiali di Rimini – spiega – È stata un’esperienza molto interessante per i ragazzi che hanno potuto respirare l’aria di un ambiente universitario. Ci sono diverse opportunità per loro grazie ai green jobs». Alteri sottolinea come nell’istituto ci sono due indirizzi, uno di agraria e l’altro di grafica. Percorsi diversi, ma che poi proprio grazie alla sostenibilità possono avere punti in comune. «Oltre al settore agricolo, si può puntare su professioni come quella dell’ecodesigner, per esempio» dice. Quest’anno il programma propone attività fruibili sia in presenza sia a distanza, con sei macrocategorie per aiutare i ragazzi ad avere un approccio dinamico alle tematiche ambientali. Il titolo di Pozzo di scienza di quest’anno è “ReAttivi!”, per invitare i ragazzi ad avere un approccio dinamico alle difficoltà, ad affrontare le crisi con voglia di re-agire e modificare le abitudini per generare un cambiamento e costruire nuove e migliori condizioni di vita, aiutandoli a capire che loro hanno in sé i semi della rinascita supportati da scienza, innovazione e tecnologia. Tra le novità del 2021, anche il collegamento con la Stazione italiana di ricerca in Antartide: i ragazzi sentiranno dalla viva voce degli scienziati le ultime scoperte sui cambiamenti climatici. Spazio ai confronti con gli studiosi dell’ambiente (tra cui Stefano Mancuso) e, con il Web Journal, si svelerà il complesso e affascinante mestiere del comunicatore scientifico, in costante equilibrio tra la complessità dei dati e la necessità di parlare al grande pubblico. Con i Peer Debate, le classi potranno affrontare temi ambientali e di attualità, partendo da tesi e antitesi per scoprire che nella realtà esistono anche le sfumature. Non mancheranno poi i laboratori, ai quali quest’anno si aggiungono i Discussion Games, e infine i virtual tour, visite guidate agli impianti acqua, energia e rifiuti del Gruppo Hera per scoprire i principali sistemi tecnologici e l’impegno di Hera nella gestione integrata delle risorse. Le iscrizioni, possibili sullo spazio web dedicato sul sito del Gruppo Hera, sono aperte fino al prossimo 30 gennaio. «Facciamo vivere ai ragazzi un’esperienza unica e importante, li facciamo incontrare con esperti e scienziati per farli diventare protagonisti del futuro e motori del cambiamento», spiega Giuseppe Gagliano, direttore centrale delle relazioni esterne di Hera.

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