R.Y.F. tra i Motus ed “Everything burns”

Bronson produzioni pubblica venerdì 10 settembre il nuovo album di R.Y.F., pseudonimo di Francesca Morello, cantautrice padovana che risiede a Ravenna da molti anni.

Il disco, dal titolo “Everything burns”, arriva dopo due singoli: “Cassandra” e “Not going anywhere”, che hanno avuto grande riscontro internazionale, essendo stati inseriti dai maggiori sevizi di streaming, Spotify su tutti, in molte playlist di musica elettronica. Per la prima volta, infatti, R.Y.F. si confronta in maniera massiccia con computer e sequencer, frutto dell’ultimo periodo in cui è rimasta come tutti più in casa, e ha avuto la possibilità di sperimentare nuovi suoni oltre la chitarra con cui aveva lavorato finora. Ne risulta un suono che ricorda l’elettronica anni Ottanta, New Order e Dead Can Dance su tutti.

R.Y.F., vogliamo innanzitutto svelare il significato del suo pseudonimo?

«È l’acronimo di “Restless Yellow Flowers”, cioè fiori gialli inquieti, che è una frase tratta da “Il maestro e Margherita” di Michail Bulgakov».

Veniamo a “Everything burns”.

«Ho scritto e registrato i brani molto velocemente, senza pensare tanto. Chris (Angiolini direttore artistico Bronson, ndr) mi aveva chiesto di uscire dalla mia comfort zone di cantautrice, dandomi come riferimento Moor Mother, che mi piace tantissimo e con cui ho avuto la fortuna di suonare, e Special Interest. Le atmosfere cupe e i brani in minore mi piacciono molto, anche se finora avevo fatto principalmente dischi voce e chitarra. L’album comprende però circa metà dei brani più legati alle mie cose precedenti, mentre in altri, come in “Cassandra”, ho scatenato la parte più dance e festaiola di me stessa».

Il disco arriva dopo un periodo in cui lei si era dedicata alla sonorizzazione di spettacoli teatrali della compagnia Motus, alcuni componenti dei quali appaiono anche nei nuovi video.

«Esatto, specificamente Silvia Calderoni e Stefania Cansini, che sono nel video di “Cassandra”. Io sarò in scena con loro nello spettacolo Tutto brucia; per me sarà la prima volta in uno spettacolo teatrale, ma loro sono bravissime e mi hanno aiutato tanto. I Motus sono amici, e con loro mi sono trovata benissimo. Debuttiamo al teatro India di Roma giovedì 9 settembre, il giorno prima della pubblicazione del disco, che ha lo stesso titolo, in inglese».

Lei è da sempre molto attiva nella lotta per il riconoscimento dei diritti alla comunità Lgbt: consapevoli che questo aspetto non deve distogliere l’attenzione dalla parte artistica, ce ne vuole parlare?

«La battaglia per i diritti, non solo della comunità Lgbtq+, ma di chiunque, sono messi a rischio da un clima di odio e pregiudizio. Se tutti la smettessero di puntare il dito, saremmo tutti più felici. Io sono stufa della violenza verso gay, donne, altre etnie, disabili, e di chiunque altro, quindi credo che gli artisti abbiano il dovere di far vedere un altro punto di vista. Tacere significa autorizzare chiunque a dire quel che vuole, invece libertà di espressione non è poter dire quel che vuoi sempre e comunque, ma poter dire qual che vuoi nel rispetto degli altri».

“Everything burns” conta su collaborazioni eccellenti: registrato da Andrea Cola dei Sunday Morning con la supervisione di Bruno Dorella, polistrumentista attivo in molti progetti. Mixaggio e masterizzazione sono di Maurizio Baggio (The Soft Moon e Boy Harsher).

www.bronsonproduzioni.com

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