Quote del ristorante mai saldate. Chiuso il processo per Mehmeti

Era stato uno dei primi locali acquisiti nel corso della scalata imprenditoriale “lampo” che nel 2018 aveva messo sulla bocca di tutti il nome di Lokrez Mehmeti. Lo avevano descritto come prodigio degli investimenti, “nuovo re della ristorazione ravennate”, capace a soli 26 anni di rilevare cinque attività in appena nove mesi. Tutto ciò prima che questa bolla magica esplodesse, tra azioni legali di dipendenti, perquisizioni della guardia di Finanza, e denunce degli stessi imprenditori ai quali aveva offerto grosse cifre per acquisire le quote delle loro società. E’ il caso della Taberna Boaria, l’ex Melarancio, noto ristorante all’angolo della centralissima via Mentana. L’affare andato in porto nel luglio del 2018 per subentrare al 100 % nella proprietà è costato un processo per il giovane imprenditore, accusato di insolvenza fraudolenta e difeso dall’avvocato Edlira Mace. Ma la decisione della parte offesa di ritirare la querela ha portato ieri alla chiusura del procedimento penale con una sentenza di non doversi procedere.

Patti saltati

Gli accordi tra la società “Il Giglio srl” di Mehmeti e la “Taberna Boaria srl” era andata in porto pattuendo l’acquisto per 50mila euro. Il contratto di cessione della totalità delle quote prevedeva un acconto di 3mila euro. Cifra effettivamente versata dal giovane acquirente, seguita da un bonifico da 6.200 euro e da un successivo assegno da 10mila euro. E i restanti 30.800 euro? Quelli nessuno dei precedenti proprietari della Taberna li ha mai visti. Il ristorante, nel frattempo, era già passato di mano alla nuova società. E quando si è capito che i solleciti sarebbero finiti nel vuoto i creditori hanno presentato denuncia, assistiti dall’avvocato Eleonora Zanolli. Il caso è a suo tempo finito nel calderone dell’inchiesta avviata dalla Procura per fare luce sulla società guidata dal ragazzo, e sulla provenienza dei fondi utilizzati per la rapida conquista di locali storici del centro città. Ieri però, sul tavolo del vice procuratore onorario Simona Bandini è arrivata solo la vicenda di quell’unico locale di via Mentana. Ma venendo meno la querela, il giudice Antonella Guidomei ha chiuso definitivamente il procedimento. FED.S.

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