Quisisana apre alle visite e fa uscire gli ospiti

La residenza Quisisana apre le sue porte: visite dei parenti e uscite per gli ospiti. La residenza sanitaria è tra le prime a Rimini ad aver recepito appieno l’ordinanza del ministro Speranza, che ha aperto le Cra alle visite dei parenti muniti di green card. In realtà, gli ospiti di Quisisana hanno potuto godere della compagnia dei cari anche nei mesi scorsi. «Noi le visite le abbiamo sempre fatte, da dicembre ad oggi – spiega infatti Roxana Marin, coordinatrice di Quisisana Rimini -. Abbiamo aderito tra i primi alla campagna di vaccinazione sia per gli ospiti che per gli operatori e ogni mese lo screening per il Covid è risultato negativo». Elementi che hanno quindi permesso di tenere sempre aperta la struttura, grazie anche «ad una pianificazione delle visite fatta bene – spiega Merin -, con una procedura che prevedeva un triage telefonico e un triage in struttura, con la rilevazione della temperatura. Al parente si chiedeva l’esito negativo almeno di un tampone rapido o, più di recente, la vaccinazione». Un’anticipazione, insomma, di quello che poi ha stabilito l’ordinanza ministeriale. «Dall’8 di maggio», data in cui sono arrivate le regole dal Governo, continua Merin, «ci siamo subito organizzati per qualche uscita, visto che i pazienti sono vaccinati e sempre stando attenti al rischio». La prima uscita è stata quella di mercoledì pomeriggio per vedere il passaggio del giro d’Italia. «Gli ospiti si sono stancati, perché è stata la prima volta che uscivano dopo un anno – commenta la coordinatrice di Quisisana -, ma è stato molto bello. Erano contentissimi, volevano parlare con tutti quelli che incontravano». L’obiettivo che gli operatori di Quisisana Rimini vogliono raggiungere con visite e uscite è sempre lo stesso: «Dare un poco di normalità agli ospiti» sottolinea Roxana Merin. Sempre in quest’ottica, «da dicembre ad oggi abbiamo sempre cercato idee innovative» per condurre attività anche all’interno della struttura, che ospita anziani malati di demenza senile o di Alzheimer, ma anche pazienti psichiatrici o che hanno bisogno di riabilitazione fisica. «Non potevamo lasciare che per tanti mesi gli ospiti non vedessero i coniugi o i figli e viceversa – conclude Merin -. La socializzazione è molto importante dal punto di vista sia emotivo che cognitivo».

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui