Quelle pesanti eredità lasciate da Dovizioso e Marc Marquez

Ducati e Honda a Losail: quando sui piloti presenti pesano come macigni quelli assenti. I “fantasmi” di Andrea Dovizioso e Marc Marquez hanno girato tanto nel box e nella testa dei dirigenti dei due marchi. Gli uomini in rosso si saranno chiesti almeno una dozzina di volte per fine settimana (sono stati due) se con Dovi avrebbero vinto e se la frattura fra il pilota ed il direttore del reparto corse, Luigi Dall’Igna, non sia stata un boomerang; i vertici della potente Hrc si saranno interrogati sulla forza dei loro alfieri e sul fatto che una grande casa come la loro non può dipendere da un solo pilota per vincere. Se Ducati ha vissuto ugualmente due grandi fine settimana, pur non vincendo, Honda è stata surclassata, non solo dalle GP21, dalle Yamaha e dalle Suzuki, ma anche dall’Aprilia con un grandissimo Aleix Espargaro. I migliori del marchio dell’ala dorata se la sono giocata con i pari grado della Ktm: perdendo. Venendo al box della rossa il ritorno a casa in aeroplano è stato pieno di paure, solo il team satellite Octo Pramac ha evitato la debacle domenica. Inutile girarci intorno, Jack Miller e Francesco Bagnaia sono stati ingaggiati per vincere e per fare meglio del Dovi. Sia chiaro la scelta di Dall’Igna e dei vertici Ducati non la critichiamo, anche se ci manca Andrea. L’intesa fra il tecnico ed il pilota forlivese era finita e con i soldi con cui lo si pagavano si è riusciti a portarsi a casa: Miller, Bagnaia e Zarco, oltre a prendere tre giovani di talento. Jorge Martin ed Enea Bastianini, in particolare, hanno già entusiasmato e sembrano assicurare al marchio un bel potenziale già ora, oltre a un futuro certo.

Quindi una scelta che ha delle sue ragioni: il futuro di Dovi è in Aprilia. Miller e Bagnaia, però, hanno rimediato due fine settimana da incubo, proprio per il peso del paragone con il romagnolo. Dovi avrebbe centrato due vittorie al loro posto: difficile giocare con i ma ed i se, ma in questo caso un’ipotesi realistica. L’hanno fatta centinaia di tifosi e sui social si sono scatenati. In gara 1 “Pecco” ha chiuso 3° battuto anche da Zarco del team satellite Pramac, con Miller 9° (!!!!); in gara 2 Bagnaia 6° e Jack ancora 9° e nervosissimo: il suo contatto con Alex Rins lo dimostra, l’australiano si sarebbe mangiato il proprio manubrio. E’ allarme piloti ufficiali anche perché un debuttante come Jorge Martin, che nella prima prova era stato veloce, sbagliando la gestione delle gomme e chiudendo 15° in difficoltà, poi ha fatto 3°. La lezione l’ha imparata e messa in pratica subito: i due big della Ducati no. Proprio lui, Bastianini e un Zarco arrivato quasi per caso nel 2020 a Borgo Panigale, possono però consolare. Miller due gare così orrende lo scorso anno non le ha mai fatte, ma aveva Dovi come punto di riferimento; quest’anno il punto di riferimento lo deve trovare dentro di se’ e il gioco cambia. Passando alla Honda il quadro è desolante: il migliore è stato Stefan Bradl nella prima domenica, 11°; e Pol Espargaro, chiamato proprio per vincere, 13° nella seconda. Tutti hanno fatto meglio del marchio dell’ala dorata. Marc Marquez serve come ossigeno. Se in Ducati sono tristi, per tirarsi su, possono guardare al potentissimo box Hrc.

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