Quel mal di testa che viene dai piedi

Quel dolore così forte che a volte si presenta all’improvviso e che altre volte, invece, sembra rimanere sordo per tutta la giornata fino a quando non scoppia. Quella condizione così fastidiosa che rovina le giornate, l’umore e lo stato di benessere di molte persone si chiama mal di testa e a soffrirne sembrano essere circa 26 milioni di italiani. «Le cause alla base del mal di testa sono molteplici – spiega Federico Senofieni, massofisioterapista, posturologo, specializzato in kinesiologia attivo sul ravennate – tra cui l’alimentazione, lo stile di vita, la genetica, gli sbalzi ormonali. L’emicrania può essere secondaria a una patologia, ma molto spesso è correlata a una cattiva postura».

C’è una forte correlazione, quindi, tra l’atteggiamento che assume il nostro corpo e il mal di testa. «La postura è la posizione del corpo nello spazio e la relativa relazione tra i suoi segmenti corporei. Quella corretta è la più idonea al nostro corpo, quella che ci permette di attivare le funzioni antigravitazionali con il minor dispendio energetico. Ognuno ha la sua. Il corpo lavora in maniera sistematica, cercando di compensare, ma quando non vi riesce, si scatena il dolore».

Sono soprattutto le posizioni scorrette che si assumono mentre si studia oppure si lavora a essere causa di questo comune disturbo. «Tendenzialmente è la posizione della testa protesa in avanti che fa scaturire il mal di testa. Tale posizione porta, infatti, a una compressione di tutte le vertebre cervicali, in particolare la C1, detta Atlante, causando un’infiammazione più o meno grave. La posizione in avanti della testa è data da una cattiva respirazione. Le persone che assumono questa posizione vengono denominate ‘mangiatori d’aria’, perché respirano con la bocca».

Per mal di testa si intende generalmente un dolore localizzato tra collo e capo, ma ne esistono di varie tipologie e possono essere primari o dipendere da altre cause. Può essere percepito in modalità differenti da persona a persona come un intenso dolore, una pressione, una sensazione di calore e bruciore o come un fastidio pulsante dalla diversa intensità e durata. Una condizione che riguarda anche i più piccoli. «Dai dati statistici risulta che il 10% dei bambini under 14 soffra di mal di testa. In molti casi è una conseguenza della postura assunta mentre si è seduti al banco, per esempio, con la testa appoggiata sul braccio a guardare il foglio».

Anche a tavola si possono assumere posizioni scorrette. «Si ha l’abitudine di guardare la televisione mentre si mangia e spesso ciò ci costringe a girare la testa sempre dallo stesso lato per guardare lo schermo. Questo schema può portare a una rotazione a livello vertebrale con conseguente cefalea».

Anche il clima influenza tale patologia. «È consigliabile valutare il proprio assetto posturale ed eventualmente intervenire specialmente quando si verificano dei cambi di temperatura. Il freddo e il caldo hanno una forte influenza sul nostro corpo; si irrigidisce con il freddo e si rilassa con il caldo. Quasi sempre quando è presente una sofferenza di questo tipo si procede con la ginnastica posturale attraverso l’allungamento del tratto cervicale e della zona lombare».

Il mal di testa può dipendere anche dai piedi. «La propriocezione dei piedi (il modo in cui poggiano a terra) influisce sul sacro e quindi sulle prime vertebre cervicali e può determinare le condizioni per scatenare questo disturbo. Altre volte il mal di testa parte dagli occhi, specie quando uno dei due è debole e si usa maggiormente l’altro. Tra le ultime cause che sono state evidenziate c’è l’uso assiduo dello smartphone (soprattutto nei giovani), che costringe a un posizionamento della testa verso il basso, che ha un impatto su tutta la schiena. È consigliabile per chi sta molto seduto tenere la testa e la schiena dritta, non accavallare le gambe, non appoggiarsi allo schienale della sedia (meglio se ergonomica) e tenere le braccia ad angolo retto, ma soprattutto fare delle pause, alzarsi frequentemente, fare due passi e se è possibile focalizzare lo sguardo lontano».

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