Quel diavolaccio di Capossela al Ravenna festival

In principio erano il “Polpo d’amor” («E quando infine io ti troverò / Cento ventose io ti attaccherò / E danzeremo insieme questo polpo d’amore») e la sirena Pryntyl («Nel mare si stringono i cuori / Li assalgono i mali della nostalgia / Si avvicinano narvali e gamberi / Schiudono perle le ostriche»), poi il bestiario di Vinicio Capossela si è arricchito di abitanti provenienti non solo dalla sua fantasia, ma anche dal mito, dalla cultura popolare, dalla tradizione colta.

Questa sera, alle 21.30 alla Rocca Brancaleone, Capossela porta al “Ravenna festival” il suo “Bestiario d’amore”, uno zoo chiassoso e fantasioso che nasce dal sentimento che tutti portiamo nel cuore: l’amore, sostiene Capossela, «attiva in noi il lupo, il coccodrillo e la sirena, ci rende parenti stretti del licantropo, del corvo e dell’asino selvaggio, rende credibili la fenice e l’unicorno».

“Bestiaire d’amour”

Lo spunto di questa adunata, al confine fra la riflessione filosofica e il divertimento scanzonato, è il “Bestiaire d’amour” del francese Richard de Fournival, erudito, letterato e scienziato del XIII secolo che conobbe grande fortuna in tutta Europa. Un’opera dedicata all’amore, attraverso il simbolismo animale che si rifà alle “Metamorfosi” di Ovidio e che illustra tutte le tappe della conquista amorosa. Un capriccio letterario più che un trattato scientifico, una parodia dei testi eruditi che strizza l’occhio all’amor cortese.

«L’innamorato – spiega Capossela – è un mostro sopraffatto dalla necessità di mostrarsi… mai si è tanto soli e affollati di mostri come da innamorati. E, non potendo evitare l’amore, lo celebreremo in forma di bestiario».

Il “Bestiario d’amore” è un progetto del 2020, lanciato il giorno di San Valentino ma poi interrotto dalla pandemia che ne ha impedito il tour. Al “Ravenna festival” si riallaccia questo viaggio, immaginario e poetico, alla ricerca degli animali amorosi, già iniziato nel 2014 con il “Carnevale degli animali e altre bestie d’amore”, tratto da Saint-Saëns e proseguito lo scorso anno con “Pandemonium”.

Allegoria dell’amore

«Il bestiario d’amore di Richard de Fornival – racconta Capossela in un’intervista su “Avvenire” – supera i bestiari medievali e li trasforma in un’allegoria dell’amore, che non è oggettivamente misurabile. Il mio bestiario d’amore è un’opera composta da soli quattro brani di ambientazione trobadorica che conclude il viaggio dell’album Ballate per uomini e bestie per affrontare l’ultimo e il più grande dei misteri della natura umana: l’amore, la prima esperienza che rende consapevoli del nostro grado di finitezza. Non si basta più a sé stessi. L’amore appartiene al mondo della verità, più che della realtà».

Sul palco della Rocca Brancaleone Capossela sarà affiancato dall’Orchestra Bruno Maderna diretta da Stefano Nanni, pianista, compositore e direttore d’orchestra cesenate che ha collaborato, tra gli altri, con artisti come Mario Brunello, Paolo Fresu, Luciano Pavarotti, Marco Paolini.

Info: 0544 249244
www.ravennafestival.org

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