Ravenna, crollano le presenze: per bar e ristoranti è quasi un lockdown

RAVENNA – Non saremo in zona rossa e il lockdown di due anni fa è un ricordo ma i dati degli spostamenti certificati da Google sulla provincia di Ravenna raccontano una realtà dove il virus blocca ancora molto la vita sociale. A soffrire sono soprattutto i luoghi di ritrovo come bar e ristoranti: sono aperti, e questo è di certo un passo avanti rispetto agli ultimi due anni, ma rispetto al periodo immediatamente prima dello scoppio della pandemia hanno perso il 24% della clientela. Interessante notare come, fino a metà dicembre, i dati erano tornati ad allinearsi con la normalità pre-pandemica per poi crollare nei giorni immediatamente successivi al Natale, in corrispondenza della quarta ondata spinta da Omicron. Il periodo con cui Google confronta i dati odierni è quello compreso tra gennaio e febbraio 2020, ultime settimane prima dell’arrivo dell’epidemia.

Il calo percentuale degli spostamenti registrato dal colosso di Mountain View in provincia interessa anche i luoghi di lavoro, pure questa crollata all’inizio del 2022 con una media nelle ultime settimane di un 14% di presenza in meno in fabbriche e uffici. Smart working e assenze per quarantene e malattie si fanno sentire. Così come continua il crollo dell’utilizzo dei mezzi pubblici che, in una città come Ravenna, già in tempi normali non vengono usati granché. La diminuzione dell’utilizzo in questo caso è costante e ininterrotta dall’inizio della pandemia ad oggi e dà luogo ad una flessione del 37%.

Alimentari e farmacie evidenziano invece un calo del 2% ma il dato va contestualizzato al periodo preso in esame: nell’ultimo mese ci sono stati i giorni di chiusura derivanti dalle festività. Al netto di queste chiusure, i grafici evidenziano un maggiore utilizzo di questi negozi ed è facile immaginare quanto peso abbiano le file in farmacia per ottenere il green pass. Due i luoghi che hanno visto un aumento della frequenza di utilizzo: i parchi, con un +39% di spostamenti in più, e le zone residenziali. In questo caso Google misura il tempo di permanenza, cresciuto dell’8%.

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