Il prezzo da pagare per ritrovare il fattore campo contro il Pontedera

Cesena-Pontedera segna il ritorno dello stadio Manuzzi in formazione tipo. Con il ritorno degli ultras, l’arredamento di casa è completo e potenzialmente c’è il migliore fattore campo del campionato che può tornare in azione. Storicamente poi le gare serali aumentano l’atmosfera di uno degli stadi più belli del girone insieme a quelli di Reggio Emilia e Modena. Ora, cosa ci vuole per portare la gente allo stadio? La squadra di Viali ci sta mettendo del suo, con un meritato terzo posto in classifica che non era affatto scontato, figlio del cammino di un gruppo con margini di miglioramento in ogni reparto. Dove si può fare meglio è nella politica dei prezzi. Martedì sera le casse dello stadio restano chiuse e quindi il biglietto si compra solo in prevendita, con 2 euro aggiuntivi su ogni biglietto per i famosi diritti di prevendita. Di conseguenza: la curva interi costa 14 euro (12+2 di prevendita), i distinti superiori 20 euro (18+2), la tribuna numerata 27 euro (25+2). Tenendo conto che si gioca pur sempre Cesena-Pontedera e non Chelsea-Arsenal, non sono prezzi popolari e qui c’è da lavorare. Uno stadio con il pubblico in azione può aiutare una squadra quasi infallibile in trasferta ad esaltarsi anche in casa.

Ci sono stati poi casi in cui il fattore campo non si sentiva solo dagli spalti, ma anche in campo o in panchina. Un celebre centravanti del Cesena (forse il più grande di tutti i tempi), una volta chiese ad un difensore del Treviso di girarsi perché voleva leggere il suo nome scritto sulla schiena. E una volta letto il nome, entrò in azione: “Ah, è così che ti chiami? Boh, mai sentito: ma tu da quant’è che giochi? Lo fai davvero per lavoro?”. Ancora più elaborata la strategia di un giovane ex secondo portiere (ancora in attività), che in panchina contro la Ternana arrivò già documentato grazie a Instagram sul nome della fidanzata del fumantino centravanti della Ternana. E ogni volta che il suddetto centravanti toccava palla, dalla panchina gli urlava a tutto volume:  “HA CHIAMATO TATIANA, DICE CHE TI SALUTA!” oppure “OH BELLO, COME STA TATIANA?” Voleva farlo innervosire e ci riuscì di brutto, visto che il focoso bomber fece una partitaccia. È quello che nello sport americano si chiama trash talking, letteralmente “linguaggio spazzatura”, ovvero: inizio a parlare a mitraglia all’avversario, lo stordisco di prese in giro finché non ne può più e lo mando mentalmente in banana. Assi come Michael Jordan ne hanno fatto uno stile di vita, mentre quella sera contro la Ternana alla povera Tatiana saranno fischiate a lungo le orecchie. Che poi ovviamente non si chiamava Tatiana, usiamo un nome di fantasia perché la privacy ha pur sempre un valore. Se è vero che al fianco di ogni grande uomo c’è spesso una grande donna, il problema dei calciatori è che grazie ai social, tutti sanno in tempo reale come si chiama la grande donna.

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