“Quanta umanità nel Centro d’Incontro a Santarcangelo”

RIMINI. L’esperienza gratificante e a tratti entusiasmante delle videochiamate raccontata dalle psicologhe.

ELISA RIDOLFI*

Sono diventata referente del Centro d’Incontro di Santarcangelo solo ad ottobre, va da sé che ho avuto poco meno di 5 mesi per conoscere le persone, i familiari e per farmi conoscere da loro. Non iniziavo certo da favorita: sostituivo una collega che stimo tantissimo, la location dal centro di Santarcangelo veniva spostata verso la periferia, l’orario dell’incontro veniva spostato dal pomeriggio al mattino. Ecco, non avevo tutto le carte in regola per risultare simpatica… Avevo scombinato tutte le loro abitudini! Nonostante questo, nei pochi mesi prima della chiusura, sono riuscita a creare con il mio gruppo del lunedì un rapporto speciale, fatto di tanto lavoro “sulla memoria” ma anche di tanta umanità.
Purtroppo il Covid-19 ci ha fermato…Ma noi non ci siamo fatti prendere dallo sconforto! Ho iniziato a chiamarli, prima al telefono, poi con le videochiamate, poi con le videochiamate multiple, in modo da far incontrare anche loro, che tanto chiedevamo l’uno dell’altro. Certo, non è sempre stato facile per me, li conoscevo davvero ancora poco e quando dovevo decidere con chi fare le videochiamate multiple, mi trovavo a chiedermi: si ricorderanno l’uno dell’altro? Chissà se al Centro si stavano simpatici? Chissà se hanno piacere di rivedere proprio la persona che ho scelto e non un’altra?
Ma poi, come sempre in questi mesi, sono stati loro a farmi sparire ogni dubbio: «Grazie per quello che fai, non ce lo saremmo mai aspettati un trattamento così, meriti una medaglia!». E piano piano abbiamo ricreato e portato avanti quel legame che avevamo iniziato al Centro. Ho conosciuto in questi due mesi nuove sfaccettature, nuovi particolari, aspetti della loro vita fuori dal Centro che senza ombra di dubbio non sarebbero emersi. C’è Otello, che vive solo e non ha familiari, quando alza la cornetta dice: «Per fortuna che mi chiami almeno tu!»; c’è Pietro, avvezzo alla tecnologia, che ha insegnato – lui a me! – a usare Skype, gli manca camminare per la Tenuta Amalia a fare fotografie ai colori della natura; c’è Santina, che ora che non ha più i nipoti ad occuparle le giornate, le mancano, mentre prima si lamentava perché erano sempre con lei; c’è Francesco, medico in pensione, che dice «non mi manca la libertà, mi manca la vita», e prova tristezza quando nelle sue passeggiate col cane ritrova una Santarcangelo vuota come non mai; c’è Dino, che si fa aiutare nei “compiti della memoria” dalla nipotina; c’è Luigia che dice «io a casa sto bene, ho mio marito e sono a posto»; c’è Asia che mi lascia con una frase che è un’immagine molto rappresentativa del momento: «Stiamo aspettando che ci aprano le strade, come quando c’era il nevone».
E poi, proprio oggi, c’è stata quella videochiamata che rende la giornata produttiva, dove capisci quanto le persone tirano fuori il meglio di loro ed anche il meglio di te, in questo periodo.
Michela mi aveva chiesto di incontrare Erica, ci teneva a salutarla dopo quasi due mesi. Era però combattuta: «Oggi finalmente posso rivedere i miei nipoti, dopo due mesi, non so se riesco a fare la videochiamata». I nipoti, rivedere i nipoti, come potevo chiedere così tanto a Michela!! Ma Michela nel tardo pomeriggio mi scrive: «Sono a casa, ci sono». E così la chiamo: è preoccupata, lei che è sempre stata attiva, ora è in crisi, piange per niente, «mi è arrivata la botta proprio adesso che non la aspettavo più!». Propongo di chiamare Erica. Erica non sa chi ci sarà sullo schermo, la figlia ha deciso di farle una sorpresa. Appena ci vede si apre in un sorriso, quei sorrisi che si fanno quando arrivi alla tua festa di compleanno a sorpresa: «Ma voi due?», e ride. La figlia di Erica le ha appena fatto la tinta e lei, a quasi 87 anni, oggi si sente in gran spolvero! Scopro così che le due signore avevano legato già dallo scorso anno, si sono viste anche fuori dal Centro. Erica riprende però Michela: «Ma non eri così bionda tu! Quasi non ti riconoscevo!». Michela più che bionda, è bianca, ma non vuole farsi la tinta. «Se me la faccio io a 87 anni, la devi fare anche tu a 64». E poi le dice una frase che ha fatto bene a Michela, ma ha scaldato il cuore anche a me, che ascoltavo la loro conversazione: «Fatti bella, mettiti in forma!». E vedo Michela commuoversi a queste parole. È Erica a ringraziare noi due: «Grazie Elisa per la tua gentilezza e per le tue chiamate e grazie a te Michela, perché oggi non ti aspettavo, mi hai fatto una sorpresa e le sorprese sono sempre belle!». In realtà, siamo noi che dobbiamo ringraziare lei, facciamoci belle, mettiamoci in forma, non perché dobbiamo andare a ballare, ma per noi stesse, e questo insegnamento, oggi come non mai, me lo tengo stretto!
*Psicologa

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