Qualità della vita. Peggiorano tutte le province dell’Emilia-Romagna

RIMINI. Da Reggio Emilia, che perde due posizioni, a Forlì-Cesena che ne perde addirittura 26: sono tutte in discesa, seppur ancora nei primi 45 posti, le province dell’Emilia-Romagna nell’annuale classifica sulla qualità della vita del Sole 24 ore. Secondo l’indagine pubblicata oggi dal quotidiano, Bologna scende di cinque posizioni, attestandosi al sesto posto a livello nazionale; Parma di quattro, scivolando al 12esimo; Reggio Emilia di due e ora è 19esima, Modena di nove e ora è al 24esimo posto. Ravenna, coi cinque punti in meno quest’anno è 27sima, Piacenza (-14) 38esima, Forlì-Cesena, che perde appunto 26 posizioni, scivola al 40esimo posto. Infine ci sono Rimini, al 43esimo posto con meno sette posti e infine Ferrara (-11) che è 45esima. Per quanto riguarda una new entry tra gli indici inseriti quest’anno, quello del benessere delle donne, sono quattro le province emiliano-romagnole che si piazzano nei primi venti posti. Ferrara è ottava, Bologna decima, Ravenna 13esima e Modena ventesima. Seguono Forlì-Cesena (22esima), Reggio Emilia (36esima), Rimini (55esima), Parma (60sima) e Piacenza 69esima. Tra i 12 indicatori di questo indice, il tasso di occupazione femminile (su 20-64enni) incorona Bologna prima a livello nazionale, quello di occupazione giovanile (15-29 anni) premia Ferrara, che è terza. Quanto invece alle amministratrici comunali donne, a livello nazionale a svettare è Ravenna. L’indicatore sulle violenze sessuali, che conta le denunce ogni 100.000 abitanti, infine, vede Parma 105esima.

A Rimini il sindaco Jamil Sadegholvaad sottolinea però la “conferma di alcune caratteristiche” e segnala anche “controtendenze” del territorio provinciale. Alla “lieve flessione” generale, spiega, fa da controaltare la ripresa su alcuni macro indicatori legati all’andamento dell’economia: la provincia, quatto posti guadagnati, è 59esima in ricchezza e consumi e 16esima in affari e lavoro, 10 posizioni guadagnate, con “buone performance per le nuove imprese iscritte e start up”. Inoltre c’è “un miglioramento in quel settore endemicamente più critico, giustizia e sicurezza, per 13 posizioni. “Stabile e positivo” il parametro legato all’ambiente e ai servizi, prosegue il primo cittadino: Rimini è 12esima, spicca la crescita della rete ciclabile del 10%, mentre si perde terreno su cultura e tempo libero, “dove inevitabilmente ha inciso la pandemia, pur restando nella top ten, grazie all’offerta culturale, museale e legata allo sport”. Allargando il discorso all’area vasta e alla regione l’analisi del Sole attesta che l’Emilia-Romagna ha “un’ottima qualità della vita e alto standard di servizi, con gli aspetti virtuosi che superano le vulnerabilità”. Tutti i capoluoghi, seppur ampiamente sopra la media nazionale, perdono terreno rispetto allo scorso anno, tra le due posizioni di Reggio Emilia alle 26 di Forlì-Cesena. “Una flessione leggera e non certo allarmante, che deve essere letta con la cautela e con il beneficio che richiedono questo tipo di classifiche, ma che merita comunque di essere presa in considerazione”.

Secondo il sindaco di Rimini “la crescita non passa da ragionamenti chiusi e autoreferenziali, ma richiede gioco di squadra tra territori e istituzioni, un approccio di ampio respiro per programmare uno sviluppo sia infrastrutturale sia di servizi capaci di mantenere l’Emilia-Romagna tra le regioni leader in Italia”. Da questo punto di vista, conclude, la Romagna “si sta già mettendo in gioco grazie ad esempio all’ambizioso progetto Romagna Next. Una strada sicuramente non facile ma che già nel breve e medio termine potrebbe portare risultati importanti e rappresentare un modello per un nuovo approccio programmatico”.

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