L’importanza degli strumenti elettronici di pagamento, è ormai assodata: la maggior parte dei cittadini, nonostante permanga – specie nelle persone più in là con gli anni – una piccola fetta ostile al cambiamento ed al progresso tecnologico, ne possiede almeno una. Quella maggiormente utilizzata è, a tutt’oggi, il bancomat, tecnicamente denominata “carta di debito”, in quanto prevede l’addebito in una data coincidente all’esecuzione dell’operazione.

Negli ultimi quindici anni, grazie anche alla costante ascesa di Internet e della sua fruizione su larga scala, hanno riscosso grande successo anche le carte prepagate, spesso utilizzate dai genitori per introdurre i propri figli al mondo del risparmio: capita non di rado, in tal senso, che la cosiddetta “paghetta” venga caricata su una carta ricaricabile piuttosto che essere consegnata, come avveniva un tempo, in contanti.

I vantaggi tangibili di possedere una carta di credito

Tra gli strumenti di pagamento elettronici, uno, però, resta il più ambito e desiderato da parte degli utenti bancari: la carta di credito. Da status symbol, come lo era negli anni ‘80, è diventato uno strumento diffuso su larga scala, al quale accedono la maggior parte dei cittadini: per ottenerla, infatti, basta accreditare lo stipendio sul conto corrente, oppure essere considerati clienti solvibili da parte del proprio istituto di credito piuttosto che dall’ente emittente.

I vantaggi che è in grado di offrire, come noto, sono davvero molteplici. Basti pensare, ad esempio, alla possibilità di differire il pagamento delle spese, che è, in buona sostanza, il motivo per cui vengono chiamate “carte di credito”. Esse, infatti, consentono di ottenere “credito”, evitando che la transazione commerciale venga addebitata nella medesima data in cui viene effettuata.

Il meccanismo della carta di credito prevede che le intere operazioni effettuate durante l’arco di un mese vengono addebitate in una data postuma del mese successivo (al giorno 5,10 o 15 in base a quanto previsto dal contratto). Un’opportunità di grande appeal quando si deve effettuare l’acquisto di un bene o servizio dal costo elevato e non si dispone, momentaneamente, della somma necessaria per farvi fronte.

Inoltre, la carta di credito fornisce un grado di accettazione come nessun altro strumento di pagamento: per noleggiare un’automobile, ad esempio, viene richiesto, espressamente, l’utilizzo di una carta di credito, a discapito di bancomat e carte prepagate. E di esempi, in tal senso, se ne potrebbero a bizzeffe. Molti, erroneamente, pensano che le carte di credito siano eccessivamente costose, rinunciando a possederne una.

Carte di credito: come valutare, compiutamente, la convenienza?

L’offerta di creditcard, d’altro canto, è davvero ampia e variegata: ognuno può trovare quella maggiormente adatta alle proprie esigenze. Ad esempio, ci parla di Diners Cartadicredito.net, il più importante ed affidabile portale sugli strumenti elettronici di pagamento, che può risultare particolarmente utile per quegli utenti alla ricerca di una carta di credito fatta su misura per le loro esigenze.

Per valutare la convenienza di una carta di credito, tuttavia, si possono prendere a riferimento diversi fattori specifici, utili a comprendere se il costo della stessa sia effettivamente elevato. La prima voce da attenzionare è quella relativa al “costo di attivazione”, che, ad onor del vero, è presente sporadicamente. Quella, invece, di più grande impatto, che spesso trova la contrarietà degli utenti, è quella relativa al “canone annuale”, in alcuni casi particolarmente salato specie se la richiesta viene inoltrata allo sportello bancario.

“Costo di attivazione” e “canone annuale”, però, non sono le uniche voci da tenere in considerazione, nonostante, in svariati casi, siano le uniche controllate dagli utenti. Un errore che, in alcuni casi, si può rivelare macroscopico, date le altre voci di spesa presenti nelle carte di credito, come, ad esempio, quella per l’anticipo contante agli sportelli ATM, che può raggiungere anche il 5% del valore della somma prelevata.

Se la carta di credito viene utilizzata in un paese non aderente alla moneta unica europea, vengono applicate anche le “commissioni di cambio”: se si è soliti frequentare queste nazioni, questa voce è da tenere in grande considerazione nella scelta di una carta di credito. Da valutare, inoltre, anche altre tipologie di commissioni, come il “costo per l’invio dell’estratto conto”, canone annuo relativo ad un eventuale carta aggiuntiva e le “spese per il blocco o sostituzione della carta”.

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