Puzza nella notte a Borello di Cesena: appelli e proteste

«Di notte, soprattutto tra le 21 e mezzanotte, qui non si respira. O meglio si respira… Un’aria irrespirabile».

L’appello alle forze preposte per scoprire le cause ed eliminare la problematica arriva da un nutrito gruppo di residenti di Borello. Nel mirino c’è in particolar modo la zona “lato Savio” della via Nazionale, la vecchia Umbro casentinese che taglia in due la frazione di Cesena più vicina ai territori della Valle del Savio ed ai confini col comune di Mercato Saraceno. «Negli anni questo fenomeno si è sempre verificato – spiegano i residenti – durante gli spandimenti di pollina e liquami per alimentare i campi poi da coltivare. Ma si trattava di fenomeni circoscritti ai soli giorni prima dell’aratura dei terreni stessi. Adesso ci deve essere qualcosa di diverso. Perché da 20 giorni la storia si ripete e non accenna a finire».

In buona sostanza ogni sera, attorno alle 21, la canicola diurna inizia a smorzarsi e potrebbe essere anche piacevole aprire le finestre o fare una passeggiata fuori casa per cercare un po’ di frescura.

«Per noi non è possibile. A quell’ora l’aria s’impesta di puzza. Difficile dire se sia sterco, liquami pollina o cosa. È sicuramente scarto animale in alta concentrazione e l’aria pestilenziale non si placa, almeno fino a mezzanotte. A volte proseguendo anche oltre nell’orario.

Siamo consapevoli di abitare in una zona “di campagna” e sappiamo benissimo quanto certi trattamenti possano poi fare bene ai campi qualora si tratti di spandimenti finalizzati ad una migliore agricoltura. Ma così tanto disagio e per così tanto tempo non era mai capitato. Non vorremmo che questa volta fosse qualcosa di diverso e chiediamo aiuto a chiunque possa scoprire quale sia l’origine dell’odore e fermarlo».

Che sia pollina, sterco, liquame o altro l’impressione è che la puzza arrivi sempre dalla parte di Motevecchio. «Uno “scarico ”che se non cesserà continuerà a costringerci a restare tappati in casa anche nelle ore serali. Cosa non semplice se non facendo andare costantemente il climatizzatore. E comunque penalizzante per chi, in condizioni normali, potrebbe anche solo aprire qualche finestra in casa e vivere meglio la sera e la notte di riposo».

Tra i residenti in protesta c’è chi addita una porcilaia in particolare. Che è lì da una cinquantina di anni ed il cui progetto di spostamento altrove si è negli ani scorsi arenato.

«Anche se fosse quella che spande i suoi liquami va detto che una situazione del genere in passato non si era mai verificata. Di solito gli spandimenti vengono fatti pochi giorni prima delle arature e quando poi gli agricoltori “voltano” il terreno con l’aratro tutto finisce. In questo momento storico ci sono dei macchinari appositi che iniettano i liquame nel terreno e che ricoprono poi di terra le parti “fertilizzate”. Cosa che dovrebbe se non eliminare del tutto gli odori quanto meno limitarli. Ma quest’anno non è così e non capiamo il perché. Troppi spandimenti? O la puzza arriva da qualche altra parte? Bisogna scoprirlo e comunque accertarsi che le arature avvengano nelle tempistiche giuste per evitare i disagi di chi abita qui intorno».

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