Pupi Avati e il gotico rurale a “Cesenatico Noir”

Si chiude il 4° festival “Cesenatico noir” stasera alle 21, in arena Cappuccini a Cesenatico, le letterature con delitti volgono alla settima arte e traducono il romanzo in immagini. Ci si addentra nel cinema horror, dentro a un horror distintivo quale è quello che attraversa la macchina da presa di Pupi Avati ospite d’onore del festival.

Il regista bolognese attualmente occupato con le impegnative riprese del suo film su Dante Alighieri, accoglie l’invito del festival di Stefano Tura per chiudere con brivido l’evento organizzato da Confesercenti cesenate e sostenuto da Comune di Cesenatico e Regione Emilia-Romagna. A intervistarlo sono gli scrittori Luca Crovi e Carlo Lucarelli; spingeranno il regista ad addentrarsi anche nel backstage del suo film “La casa dalle finestre che ridono” (1976) che viene proiettato alle 23, che fu girato anche nelle valli di Comacchio e a Porto Garibaldi. In un momento di pausa, Pupi Avati racconta a proposito della definizione di “horror gotico rurale” del suo cinema: «La trovo assolutamente pertinente – ci dice –; il mio cinema ha poco a che fare con la letteratura noir ma attinge da altre suggestioni. Deriva dalla cultura contadina nella quale sono cresciuto da bambino, durante lo sfollamento, tra favole, religiosità preconciliare, in un mondo di superstizioni e di paure, di inquietudini di quel mondo contadino. Il mio cinema trae da quello che mi raccontavano da bambino; molti dei miei film, tra i quali anche “La casa dalle finestre che ridono”, sono storie di preti, di sacrestie, di chiese abbandonate, di case abbandonate, dove si raccontavano vicende di fantasmi, di presenze. Storie molto affascinanti e seducenti per dei bambini. I bambini amano molto la paura; a me è rimasta dentro quell’attrazione un po’ morbosa che da unaparte mi spaventa, dall’altra mi affascina. In quella campagna dove non c’era nulla, quelle storie dilatavano l’immaginazione specie all’imbrunire, quando tutto diventa spaventevole e spaventoso». Letture di Ettore Nicoletti, musica di Alex Grilli.

Ingresso gratuito.

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