RIMINI Tornano a incrociare le braccia i lavoratori dell’appalto pulizie nelle sedi di Poste di Cesena, Forlì e Rimini. Dopo le proteste del 2019, le federazioni territoriali di commercio, turismo, servizi di Cgil, Cisl Romagna e Uil indicono infatti uno sciopero per domani, giovedì 10 settembre. D’altronde, spiegano i sindacati, ci si trova di fronte “ancora a una beffa”: la quattordicesima non è ancora stata pagata malgrado le rassicurazioni di Nuova idea che, già in ritardo di un mese rispetto alla scadenza contrattuale, avrebbe dovuto risolvere “la penosa situazione con la mensilità di luglio”. Invece “i soldi non sono arrivati e nemmeno nessun cenno da parte dell’azienda, se non la contestazione della proclamazione di uno sciopero sacrosanto”. I dipendenti, proseguono le parti sociali, “hanno fatto il proprio dovere anche nei mesi del lockdown e per ringraziamento si trovano a dover sperare ogni mese in un salario esiguo, e che ritarda quasi ogni mese, e oggi devono scioperare per avere la quattordicesima”. Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltrasporti-Uil dei territori di Cesena, Forli e Rimini tornano dunque a sollecitare Poste a “fare il proprio dovere e a intervenire per garantire una situazione di normalità in questo appalto, risolvendo una volta per tutte i continui ritardi e le incertezze per tante lavoratrici e lavoratori”. Mancano, lamentano i sindacati, “regole di effettiva tutela per i dipendenti negli appalti pubblici e privati” e ci sono “difficoltà nell’ottenere l’attuazione reale della responsabilità solidale da parte dei committenti”. 

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