Pulizia della città: “Troppe criticità emerse a Cesena”

“Puliamo il mondo 2022” ha visto protagonisti tutti i quartieri di Cesena. La manifestazione di Legambiente oltre a decine di volontari in tutte le zone di Cesena, ha visto protagonista la Protezione Civile, con l’assessore all’Ambiente Francesca Lucchi che si è affacciata a quasi tutte le partenze dei volontari per portare la vicinanza dell’Amministrazione comunale all’opera meritoria di chi ha prestato il proprio tempo per ripulire dove altri avevano sporcato ed inquinato.

Un contesto che ha visto molte similitudini tra le varie zone di Cesena. Serve un richiamo al senso civico per tanti. Che per “leggerezza” o scarso senso di responsabilità, un po’ ovunque a Cesena contribuiscono a rendere più sporco l’ambiente che ci circonda. «Tanti i nodi trovati in quasi tutte le zone di Cesena. Sarebbe bello poter avere un ambiente migliore con alcuni accorgimenti».

A parlarne, a nome del quartiere Cervese Sud e di tutte le situazioni analoghe riscontrate per Cesena, è il consigliere di Quartiere Fabrizio Cellini: che era tra i volontari all’opera.

«Alcune situazioni sono di forte degrado ma basterebbe poco per sistemarle. Nelle aree verdi ispezionate, le panchine sono risultate un cimitero di mozziconi di sigaretta a terra. Non si può riempire la città di posacenere: chi fuma all’aperto dovrebbe portarsi via la sua immondizia. Altrimenti per non inquinare la soluzione sarebbe vietare il fumo qui, un po’ come avviene in spiaggia o in altri luoghi pubblici. Non possiamo dare la colpa di questo sporco alle giovani generazioni. Che più probabilmente lasciano a terra sacchetti e resti di cibo. Nei parchi poi i sacchetti della spazzatura sono sempre troppo a lungo pieni o strabordanti. Forse qualche foto trappola in più inibirebbe gli inquinatori».

Un altra piaga riscontata: «È l’abbandono dei rifiuti a bordo strada. La gente dal finestrino dell’auto getta veramente di tutto e l’immondizia si accumula. Poi le piccole isole ecologiche in giro per la città vanno meglio accudite. Al netto di chi scarica indebitamente (anche materassi, elettrodomestici e sanitari che andrebbero conferiti altrove) anche gli operatori Hera o delle cooperative di raccolta non possono limitasi a caricare e scaricare automaticamente i bidoni. I cocci di vetro dalle campane di vetro restano a terra. Così come altre immondizie. Il tempo che ci vuole tra lavorare bene spazzando via tutto e lavorare male è il medesimo. Discorso a parte meritano i contenitori della raccolta vestiti. È sotto gli occhi di tutti come siano assaltati ovunque e come gli indumenti restino a terra per settimane. questi contenitori andrebbero del tutto rimossi. Chi dona vestiti può sempre portarli alla Caritas o darli in carico alle isole ecologiche maggiori».

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