Pug, 46 progetti nell’Imolese. Futuro della Vie en Rose

Prosegue l’iter per l’approvazione del Piano urbanistico generale del Circondario Imolese. Uno strumento amministrativo che disegna gli scenari, gli investimenti, le direzioni che i dieci comuni dell’Imolese intendono intraprendere nel futuro. Tra i primi step c’è stato quello del questionario rivolto alla cittadinanza, a cui hanno risposto circa 700 persone, adesso invece si parla delle manifestazioni di interesse da parte dei privati e professionisti del territorio. Tra queste ce anche una proposta di un’immobiliare di trasformare la discoteca La Vie en Rose, proprio qualche giorno dopo l’annuncio della riapertura dopo quasi tre anni di stop, in una zona residenziale.

Una settantina di idee

I numeri di questo ambito sono comunque importanti: circa 70 sono state le proposte arrivate al Circondario. Di queste due da Casalfiumanese, tre da Castel Guelfo, due da Fontanelice, 42 da Imola, nove da Medicina, due da Mordano e nove da Castel San Pietro. Nessuna invece è arrivata da Castel del Rio. Di queste però solo 46 sono state valutate come positive per la definizione della strategia del Pug, salvo la necessità di revisioni, approfondimenti e adeguamenti alle condizioni poste dalla normativa vigente e dal Piano Territoriale Metropolitano. Le rimanenti 23, di cui 21 sono di Imola e due da Medicina, sono state scartate in quanto in contrasto con le finalità generali. Il gradino successivo è quindi quello che l’Ufficio di Piano potrà trarre elementi utili per definire la strategia di sviluppo territoriale.

Esempi imolesi

Tra le tante sollecitazioni provenienti dal tessuto produttivo, professionistico, commerciale ed economico-sociale gli ambiti sono differenti. Per il capoluogo imolese tra gli ammessi ad approfondimenti per il futuro della città, e a destare interesse, c’è la proposta di Arcobaleno Srl di cancellare La Via en Rose, storica discoteca a ridosso dell’Autodromo, per realizzare 3.000 metri quadrati di residenze in undici lotti e due per usi ricettivi con il mantenimento della piscina.

Un’altra è quella della Cti per interventi sia produttivi che espansivi in via Laguna, via I° Maggio e via Bicocca, quella della Clai di aumentare di 20mila metri quadrati il sito produttivo in via Gambellara, oppure la proposta di Latek di realizzare in via Marconi di un complesso residenziale e commerciale.

Altri extra capoluogo

Tra gli esempi di Castel San Pietro oltre a numerosi input arrivati per la creazione di nuove aree produttive in espansione al polo San Carlo dedicate alla grande logistica e non solo, c’è anche quella della possibilità di creare una cantina ipogea di affinamento e di un magazzino per i mezzi agricoli oltre a spazi di accoglienza di carattere eno-gastronomico e di residenza per gli operatori agricoli nella tenuta Poggiolo.

A Medicina diverse sono le proposte ritenute perseguibili incentrate su via del Canale. Dal recupero di edifici oggi abbandonati a trasformazioni di aree al fine di risolvere la carenza di dotazioni pubbliche attraverso la realizzazione di un’ampia area verde a servizio della struttura socio-assistenziale esistente e dell’ambito residenziale limitrofo, la realizzazione della connessione ciclabile e pedonale con il centro cittadino e la riqualificazione di edifici attraverso la realizzazione di residenze sociali destinate a fasce deboli della popolazione.

Castel Guelfo e Casalfiumanese puntano a riconvertire aree a destinazione agricola in residenziale e completamenti di zone residenziali già esistenti. A Mordano, infine, tra i progetti che saranno tenuti in considerazione c’è la richiesta per l’area verde di via della Costituzione che vuole riportare l’area oggi a giardini e parco a lotto edificabile.

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