GAMBETTOLA. «Intervenire dal basso per tutelare agricoltori e cacciatori». Un cacciatore ed esponente storico della Lega Nord ora svincolato da ogni partito, assieme a un gruppo di gambettolesi appassionati di caccia e pesca, tra cui lo stesso consigliere di maggioranza Gianni Bisulli, ha predisposto un documento per cambiare le regole venatorie. Due sere fa la proposta è stata vista, ed è piaciuta, da esponenti di maggioranza e minoranza della neo “Commissione sviluppo economico e agricoltura” appena insediata nel Comune di Gambettola. Ora dopo l’ok della Commissione l’iter proseguirà con il consigliere di minoranza Emiliano Paesani che la presenterà in consiglio comunale, e poi i proponenti sperano venga allargata ad altri Comuni.

Il portavoce della proposta

ll gambettolese Luciano Maroni, già fondatore della Lega nord Romagna, grande attivista nei Comuni del Rubicone, già consigliere comunale a Gambettola per due legislature (dal 1999 al 2009) e una volta a Longiano (dal 2010, al 2012), primo dei non eletti con 21.000 preferenze alle elezioni europee del 2009, è stato per anni un punto di riferimento per i cacciatori della Lega. Ora ha raccolto le istanze da un gruppo di cittadini gambettolesi, mentre sul suo passato afferma che «La Lega nord non esiste più, esiste la Lega di Salvini o Lega sud che a me e tanti altri proprio non piace. Poi in modo trasversale cacciatori, allevatori e agricoltori non si sentono tutelati da questa legge regionale».

Varie richieste

«La tassa regionale che pagano i cacciatori e le entrate della Provincia ricavate dalla vendita dei cinghiali abbattuti e altre tasse devono essere a disposizione dei danni che subiscono gli agricoltori e gli allevatori. Va annullato l’esame regionale e provinciale per l’agibilità di andare a caccia in squadra collettiva perché è solo portare via dei soldi e umiliare i singoli cacciatori e non per i selettori».

Emergenza lupo

«C’è il tema importante legato alla presenza di lupi – prosegue Maroni – occorre poter effettuare censimenti nei territori e dove risultano troppi occorre il prelievo per riequilibrare la presenza di lupi adeguandolo a quel territorio e vietando importazioni di lupi vivi da altre Nazioni. Nella collina del Rubicone ci sono state pecore e capre uccise e anche un cane maremmano, con circa 15-20 capi sgozzati, ma solo 2 o 3 mangiati. Questo significa che il lupo attacca e uccide non solo per fame ma per il suo naturale istinto di predatore. Ora chi ci garantisce che non attacchi anche un bambino che gioca nel cortile, considerato che è più indifeso di una pecora o un cane maremmano?»

Danni agli agricoltori

Dopo altri punti segnalati come problemi inerenti la caccia e la pesca infine le conclusioni: «I punti che proponiamo sono un modo per ridimensionare i danni agli agricoltori e allevatori. I cittadini e i cacciatori non hanno il controllo del territorio e soprattutto delle specie selvatiche nocive quali lupi, volpi, nutrie. Il sovrannumero di capi in territori ristretti può portare alla distruzione totale della fauna, a casi di rabbia e altre malattie. Non siamo contro le associazioni dei cacciatori, anzi, ma occorre subito muoversi dal basso e se questa mozione sarà votata da Gambettola e altri comuni, una volta trasmessa a Province e Regione, poi l’ente potrà variare la legge, come chiesto non solo da cacciatori e agricoltori ma dalla popolazione».

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