Profughi ucraina, il flop della piattaforma on line: “Il sistema non riconosce le mie figlie”

«Sono entrata nella piattaforma del Governo per ricevere il contributo di sostentamento, ma ho incontrato dei problemi che non mi hanno permesso di concludere l’operazione». Nadia, 37enne di Kiev, è una delle tante donne ucraine scappate dalla guerra e rifugiatesi a Rimini. E che ha avuto, in questi giorni, intoppi nella procedura di registrazione al sito della Protezione civile.

Nadia, quando è arrivata in Riviera?

«Sono giunta qui il 12 marzo, insieme alle mie due figlie», ci risponde la donna dietro traduzione di un membro dell’Associazione culturale europea Italia-Ucraina Maidan.

Quanti anni hanno le sue figlie?

«La più grande 14, la seconda 12 anni».

Lei è riuscita a registrarsi nella piattaforma per ricevere il contributo di sostentamento dallo Stato italiano?

«Sì, io sono riuscita a farlo, anche con una certa velocità. Però non sono riuscita a registrare le mie figlie. Non so perché. Comunque, sono andata subito in Questura a Rimini, l’altro ieri (martedì, ndr), con in mano il permesso di soggiorno permanente mio e delle mie bambine e ho messo al corrente della cosa i funzionari».

E cosa le hanno detto?

«Hanno provveduto a registrare entrambe al computer della Questura. Dopodiché mi hanno detto di riprovare, dopo un paio di giorni, l’operazione di registrazione alla piattaforma online. Cosa che ho fatto, ma senza successo. Ad un certo punto, infatti, la registrazione dei dati si è interrotta e non sono più riuscita ad andare avanti».

La sua famiglia è in Ucraina?

«Mio marito è ancora a Kiev. Mentre i miei genitori sono fuggiti da Dnipro, la loro città, e ora vivono in Bulgaria».

Vorrebbe restare in Italia o tornare in Ucraina?

«Non vedo l’ora di tornare a casa, ma purtroppo la situazione, lì, è molto pericolosa. Preferisco, quindi, soprattutto per il bene delle mie figlie, restare ancora qui in Italia, dove si vive in pace».

Nadia, lei lavora qui a Rimini?

«Non ancora, ma spero di trovare lavoro al più presto. Io sono musicista e sono insegnante di pianoforte, però, potrei anche insegnare inglese, lingua che conosco bene. Comunque, vorrei ringraziare tanto gli italiani e i riminesi per l’aiuto che mi stanno dando e per l’aiuto che stanno dando al mio popolo. Grazie».

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