Problemi dei disabili a Cesena amplificati dalla pandemia

La pandemia lascerà ripercussioni su tutti. Ma c’è un’emergenza nell’emergenza: le persone con disabilità e le loro famiglie.

Per capire cosa voglia dire gestire le fragilità al tempo del Covid la Chiesa Avventista, in occasione del “Bibbia festival”, ha organizzato un incontro. Ad intervenire in diretta sulla pagina Fb della Chiesa (ha moderato Davide Buratti) i referenti delle associazioni locali che si occupano di disabilità. «Le difficoltà riscontrate dai nostri ragazzi, quasi tutti minorenni – ha raccontato Antonella Bernabini vicepresidente di Genitori ragazzi Down-Grd – sono tutte legate all’isolamento. Come associazione non abbiamo potuto far nulla delle attività che facevamo, i contatti li abbiamo mantenuti con telefonate, videochiamate, ma per le famiglie è stato un impegno più gravoso. Inoltre ai nostri ragazzi è difficile spiegare il perché non possono vedere gli altri o uscire».

Il timore che la disperazione potesse portare a gesti estremi, come è anche accaduto, lo ha espresso Giorgio Manuzzi presidente di Anffas. «E’ stata molto dura per tutti noi questa emergenza, perché non tutti i ragazzi capiscono il dover stare chiusi in casa e molti sono anche stati violenti coi genitori, con le cose. In Italia vi sono stati due episodi di genitori che presi dalla disperazione hanno ucciso i loro figli e poi si sono suicidati e la paura che potesse accadere anche da noi c’è stata».

Oltre alle difficoltà le famiglie hanno a volte dovuto sopportare cattiverie e ignoranza. Come ha raccontato Silvia Casali presidente di “Voce all’autismo” che raccoglie 40 famiglie con ragazzi disabili per diversi spettri di autismo. «Il Covid ha segnato due fasi per noi. La prima, lo scorso anno, molto difficile e che ha cerato molto scompenso nei ragazzi che non potevano andare a scuola, ed hanno interrotto le terapie. A loro era consentito fare passeggiate all’aperto, con certificato medico, ma accadeva che venivamo additati dal resto della cittadinanza, anche con parole poco piacevoli, perché eravamo in giro».

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