La corona dell'amministrazione comunale al cimitero di Medicina

di CATERINA CAVINA MEDICINA. «Nel giorno in cui ricordiamo insieme i nostri amici defunti a un mese esatto dal primo morto per Covid19, finalmente registriamo zero nuovi casi e i numeri dei guariti sta crescendo. Un motivo in più per non mollare e rimanere uniti». Matteo Montanari, sindaco di Medicina, commentava così la giornata di giovedì nel paese più colpito nel circondario imolese dalla pandemia. La battaglia procede e anche se le cose stanno migliorando, ieri si è registrata un’altra vittima: un uomo di 75 anni. Giovedì è stato comunque un momento importante. Il sindaco, circondato dalla sua giunta, ha posto una corona di fiori all’interno del cimitero in via Fava per salutare «tutte le persone che da inizio marzo se ne sono andate senza averle accompagnate, anche in questo ultimo viaggio, con il nostro affetto». Da ieri, i medicinesi possono portare un omaggio floreale davanti al cimitero. «Metteremo una mensola esterna per mazzi o corone, se invece qualcuno desidera apporre i fiori vicino alle lapidi può rivolgersi a noi di Area Blu, siamo gli unici autorizzati a entrare e ci rendiamo disponibili a fare questo servizio», afferma Romano Andalò, responsabile dei cimiteri di Imola e Medicina. Andalò è disponibile ad allagare il servizio: «Se anche a Villa Fontana vogliono una scansia esterna, possiamo metterla, lo stesso dicasi per gli altri camposanti del circondario». Non tutte le ceneri però sono state tumulate, alcune urne sono conservate, su indicazioni dei familiari, dentro alla camera mortuaria del cimitero, in attesa di poter fare il funerale. E non tutte le urne sono a Medicina, molte, purtroppo, sono ancora in viaggio. Un mese infatti è il tempo medio che le famiglie devono attendere se scelgono la pratica della cremazione, perché i giri burocratici sono maggiori. Ieri è stato posta la prima corona da parte di un privato cittadino, che preferisce rimanere anonimo, il quale ha scelto la frase “Nessun uomo è un’isola” di John Donne per ricordare come la comunità ora deve rimanere unita più che mai.

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