Preso a Cervia in vacanza uno dei giovani della strage di Corinaldo

CERVIA. Si trovava a Cervia in vacanza con alcuni amici uno dei presunti componenti della baby gang arrestati per per la strage di Corinaldo dell’8 dicembre scorso alla discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo in cui morirono 6 persone. Il 21enne di origini marocchine residente a Bomporto, nel Modenese, è stato raggiunto sul litorale ravennate dove stava trascorrendo alcuni giorni di ferie dai carabinieri che gli hanno notificato il provvedimento emesso dal gip di Ancona Carlo Cimini. Il ragazzo, a cui stando a quanto emerso dalle indagini coordinate dal Procuratore della Repubblica Monica Garulli e dai sostituti procuratori Paolo Gubinelli e Valentina Bavai, avrebbe fatto parte della banda che avrebbe utilizzato lo spray al peperoncino per compiere reati nelle discoteche del centro e del nord Italia. Un gruppo composto da giovanissimi tutti residenti in provincia di Modena ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti con strappo e rapine e sei di loro anche di omicidio preterintenzionale e lesioni personali. Un altro adolescente ritenuto facente parte della banda è invece deceduto nel corso delle indagini in seguito a un incidente stradale.

Accertamenti per altri possibili colpi in Romagna
Alcuni avrebbero avuto il compito di distrarre la vittima mentre ballava, spintonandola, altri strappavano bracciali, collane e orologi approfittando della distrazione e del caos, altri ancora si occupavano di nascondere la refurtiva. Stando a quanto ricostruito, grazie alle rapine commesse con lo spray, il gruppo sarebbe riuscito a mettersi in tasca 15mila euro al mese cambiando i preziosi in un cambio oro di Castelfranco Emilia. Numerosi i colpi attribuiti alla banda, compreso uno a parco divertimenti di Disneyland a Parigi. Al momento sono 11 gli episodi contestati al gruppo che avrebbe proseguito le scorribande anche dopo la tragedia, senza però utilizzare più lo spray urticante. Mentre sono in corso accertamenti per verificare l’eventuale coinvolgimento in altri episodi; non a caso la presenza degli indagati e la commissione di furti con strappo è stata accertata in locali di mezza Italia, compresi alcuni a Ravenna, Forlì, Rimini e Cesena.

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