Preso a pugni davanti a un locale finisce in ospedale

Un ragazzo di origine senegalese è ricoverato all’ospedale Bufalini di Cesena con una prognosi di sessanta giorni per le conseguenze di un pestaggio avvenuto l’altra notte fuori del locale “Villa delle Rose”, a Misano Adriatico, subito dopo la chiusura. Il giovane, che ha ventisette anni ed è residente in provincia di Pesaro, stando alle testimonianze raccolte dai carabinieri di Misano è stato colpito da un violento pugno sferrato da un altro giovane africano, che faceva parte di una compagnia di ragazzi italiani, ed è poi scappato. Il senegalese, nel cadere a terra, ha battuto rovinosamente la testa e inizialmente si è temuto il peggio. Gli operatori del 118, preoccupati per la commozione cerebrale, hanno disposto il trasferimento d’urgenza del paziente a Cesena. Una volta al Bufalini i medici hanno sciolto la prognosi, ma ne avrà per almeno due mesi. I carabinieri hanno ascoltato gli amici del giovane senegalese e sono al lavoro per rintracciare sia l’aggressore sia gli altri ragazzi che erano con lui. Stando ad alcune testimonianze il senegalese li aveva scambiati per poliziotti in borghese e li aveva presi a male parole: «Sbirri di m…». Uno di quelli, di origine africana come il ferito, lo ha messo a tacere con un cazzotto in faccia devastante.

Dopo incidente botte e offese

Madre e figlia di origine nordafricana sono state insultate e picchiate da un uomo sconosciuto dopo un tamponamento. “Puttane nere, la mia macchina è nuova”. È il tenore della denuncia per lesioni che le due donne, assistite dall’avvocato Giuliano Renzi, hanno presentato alla polizia e che porterà in tempi brevi all’identificazione formale del presunto responsabile dell’accaduto, un signore di mezza età che risiede in provincia di Rimini. La madre era accorsa, assieme all’altra figlia, in aiuto dell’altra figlia coinvolta nell’incidente, senza feriti, ma con danni alle vetture. L’automobilista, fuori di sé per l’accaduto, avrebbe afferrato per i capelli la madre facendole poi spattele la testa contro un palo (5 giorni di prognosi) e colpito con un pugno al petto la figlia (15 giorni di prognosi). Potrebbe essere contestata anche l’aggravante razziale. a.r.

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