Presidi, cortei e candele: Rimini e San Marino chiedono pace

Rimini, la provincia e San Marino continuano a mobilitarsi per l’Ucraina. Giovedì l’esposizione della bandiera della pace in Consiglio comunale a Rimini ha dato inizio alla seduta. Oggi è la giornata del presidio all’Arco di Augusto e della marcia a San Marino.

Bandiera della pace in aula

Consiglio comunale di Rimini unito – o quasi – per «un messaggio corale di vicinanza e solidarietà al popolo ucraino – commenta palazzo Garampi –. Una scelta simbolica per chiedere l’immediato cessate il fuoco e per ricordare che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali». Nella foto di gruppo non compaiono gli esponenti di Fratelli d’Italia perché contrari alla bandiera arcobaleno: «Avevamo stabilito che non sarebbe stata esposta», hanno tenuto a dire.

Presidio di Rimini

Anche Emergency ha aderito al Presidio per la pace promosso dalla Cgil di Rimini e dalla sezione cittadina dell’Anpi in programma all’Arco d’Augusto questa mattina, a partire dalle 10.30. Sale così a trentadue il numero di associazioni, comitati, organizzazioni e gruppi politici di Rimini e della provincia che scenderanno in strada per condannare l’aggressione militare russa e chiedere uno stop immediato delle ostilità.

«Condanniamo con forza ogni iniziativa che possa minare la pace e la stabilità in Europa e nel mondo – rilanciano gli organizzatori e gli aderenti –, affinché tutti i popoli possano vivere insieme nella sicurezza e in pace impegnandosi a preservare durevolmente l’umanità e la natura. Esprimiamo profonda preoccupazione per la vita dei civili ucraini per cui chiediamo l’immediata protezione umanitaria».

Marcia di San Marino

Sul Titano, l’appuntamento è con la Marcia della pace organizzata dalla Csu alle 16:15, con partenza dal parcheggio n. 2 e arrivo in piazza della Libertà, «per dare più forza alla richiesta di pace, per dare sostegno alla via del dialogo e della diplomazia, e per impedire che l’Europa possa diventare teatro di un nuovo sanguinoso conflitto armato».

E ieri è arrivata l’adesione dell’associazione Emma Rossi, che «intende offrire il proprio contributo alla mobilitazione in atto in tutti i Paesi europei per esprimere solidarietà al popolo ucraino a seguito dell’invasione russa, e chiedere che cessino i combattimenti e si riprenda subito la strada del dialogo e del negoziato indispensabile ad evitare vittime e feriti fra i soldati e fra i civili e a riportare la pace in Ucraina – spiega il consiglio direttivo –. Intende inoltre testimoniare la propria vicinanza alle tante donne ucraine che, lontane dai loro figli e dalle loro famiglie, si prendono cura dei nostri anziani e delle nostre famiglie».

Bandiera ucraina sui monumenti

Futuro verde per Rimini e Bellaria Igea Marina e il Circolo Galatea, che oggi saranno presenti al presidio, chiedono di illuminare Castel Sismondo e gli altri monumenti della città con il blu e il giallo della bandiera dell’Ucraina «per testimoniare e partecipare a questo atto di solidarietà, che seppur simbolico, costituisce un importante segno di vicinanza».

Candela della pace

L’Amministrazione di Poggio Torriana, anche essa al presidio, ha invitato le famiglie ad accendere una candela e porla alla finestra di casa fino a domenica.

«La brutalità della guerra bussa alle nostre porte – commenta Ronny Raggini, primo cittadino –. Vi è l’urgenza di rispondere e far prevalere lo strumento del dialogo. Ognuno come può. Auspico che la nostra comunità sia una piccola ma fervida luce in questo momento così buio della nostra storia».

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