Presentato a Cesena il progetto “Ina Casa: una casa per tutti”

Il progetto “Ina Casa. Una casa per uno. Una casa per tutti” nasce dalla volontà di recuperare storicamente e socialmente un’iniziativa del secondo dopoguerra, Gestione Ina-Casa: intervento che lo Stato Italiano mise in atto, su tutto il territorio nazionale, per la realizzazione di edilizia residenziale pubblica. Si assunsero come modello le città giardino inglesi per progettare non case, ma micro città all’interno delle città.
Quartieri autosufficienti dove presero forma concreta i concetti di bene comune e di comunità. Spazi e servizi per la collettività circondavano e attraversavano questi quartieri: giardini, zone gioco, scuole, orti, centri sociali, attività commerciali… e li rendevano popolati e popolari: pieni di vita e condivisione. Si realizzarono, su tutta la penisola, quartieri di grande valenza architettonica dal QT8 di Milano, al Tiburtino a Roma, allo Spine Bianche di Matera.

Le INA-Casa sono tutt’oggi riconoscibili dallo stile architettonico neorealistico e dalle targhe in ceramica policroma, che le caratterizzano, poste sulle mura degli edifici – disegnate da grandi artisti come a esempio Alberto Burri, Duilio Cambellotti, Tommaso Cascella, Piero Dorazio, Irene Kowaliska, Pietro De Laurentiis, Leoncillo Leonardi, ecc.), a alludere al tema generale del progetto: casa come luogo felice.

La memoria di questo piano di edilizia è oramai flebile, intento dell’intervento di Aidoru è ritornare a camminare quartieri così unici, riconoscerli e intervistare gli abitanti per comprenderne la storia, sociale e personale, con la volontà di recuperare e rinarrare, un’opera di grande valore: per tornare a dare voce a queste micro città, tuttora vive e abitate, ma dimenticate dalle comunità e per gettare le basi di un futuro fatto di abitatori di spazi attivi e consapevoli del valore di comunità, capaci di adoperarsi per la conservazione del bene comune e altresì con la capacità di rielaborare le memorie storiche per immaginare e progettare scenari futuri migliori.

L’esperienza di mappatura e geo-esplorazione dei Quartieri INA-CASA parte da Cesena, grazie alla collaborazione di una numerosa rete di partners e la partecipazione di circa 180 studenti delle Scuole Primarie e Secondarie di Cesena – Primaria IV Circolo Fiorita; Secondaria I° Tito Maccio Plauto; Istituto Superiore Costruzioni, Ambiente e Territorio Garibaldi/Da Vinci – i quartieri INA-Casa di Cesena sono stati attraversati con la volontà di recuperare e rigenerare, attraverso lo sguardo attento delle scolaresche, un’opera di grande valore storico e sociale. Nello stare in equilibrio sull’asse del tempo si è scoperto come passato, presente e futuro siano in forte e costante connessione. Si è data voce all’idea che accompagnò il piano Ina-Casa: una casa per tutti.

Si sono osservate e abitate le architetture e i paesaggi dei Quartieri Popolari Ina-Casa Fiorita e Vigne, realizzati fra il 1955 e 1957, progettati dagli architetti Saul Bravetti e Ilario Fioravanti il primo e dall’architetto Giovanni Gandolfi il secondo.
I quartieri, uno a monte e l’altro a valle della ferrovia, sono posti a circa due km di distanza in linea d’aria. Le due realizzazioni costituiscono un valido esempio di edilizia popolare, gli alloggi, presentano caratteristiche costruttive, tipologiche e architettoniche di grande interesse frutto di una ricerca approfondita svoltasi a livello locale e nazionale e la cui impostazione urbanistica costituisce un unicum sul territorio.

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