È la casa uno dei problemi più caldi nel territorio cesenate. A spiegarlo è l’assessora Carmelina Labruzzo, che traccia un quadro delle situazioni di fragilità dopo il picco dell’emergenza Covid-19.

Durante il lockdown

L’elemento che si nota guardando al lavoro dei servizi sociali è in un certo senso anche quello più scontato: «Nei mesi scorsi abbiamo registrato un netto aumento delle telefonate allo sportello sociale». Un dato che tiene conto del periodo in cui il telefono era l’unico modo per entrare in contatto con i servizi, e in generale del fatto che, ancora oggi, l’accesso agli uffici è contingentato e avviene solo su appuntamento. «Va però tenuto conto – prosegue l’assessora – del fatto che in quel periodo c’è stato anche un aumento dei bisogni che, in parte, sono andati sfumando con l’allentarsi delle restrizioni: in quei giorni c’erano tante richieste per i buoni spesa, e chi era stato messo in difficoltà da un contesto che vedeva tutti costretti in casa».

Domande in calo

Questo non significa che il bisogno sia diminuito, «è più giusto parlare di una normalizzazione dei dati». In un certo senso, la sfida di intercettare i bisogni si è fatta anzi più ardua in questo contesta di emergenza: «I numeri delle richieste pervenute ai servizi a livello di Unione dei Comuni sono tutti un po’ più bassi rispetto all’anno precedente, ma credo – commenta Labruzzo – che ciò sia dovuto a modalità di accesso ai servizi più complesse e che hanno un effetto un pochino deterrente; basta guardare al calo delle domande dall’area disabilità».

Non si tratta comunque di numeri piccoli: dall’inizio dell’anno sono 400 le domande di richieste economiche arrivate alle commissioni ordinarie per quanto riguarda l’area adulti e famiglie, mentre 339 hanno riguardato l’area anziani, per esempio per erogazioni di buoni pasto, contributi per l’affitto, aiuti a pagare le utenze, esoneri dal canone Erp, assistenza domiciliare.

Il problema casa

È di due giorni fa la notizia dell’ulteriore stanziamento di oltre 800.000 euro da parte della Regione per il Fondo per la morosità incolpevole. Si tratta di un fondo che – spiega l’assessora – «pone paletti molto stringenti, al punto che non sempre le amministrazioni riuscivano a distribuire tutte le risorse. Per questo si è rivelata particolarmente preziosa la decisione presa a inizio anno di dare ai Comuni la possibilità di utilizzare parte di quel fondo per i contributi all’affitto».

Sono già 120 le domande alle quali è stata data risposta dall’inizio dell’anno, «ma questo è un fronte caldo, perché sono tantissime le persone che nel Cesenate, dove i canoni sono abbastanza alti, vivono la difficoltà di riuscire a sostenere i costi dell’affitto. E tanti si rivolgono a noi chiedendo un aiuto per fare fronte alle spese».

Homeless: verso l’inverno

Mentre un po’ alla volta ripartono, anche se «a ranghi ridotti», i servizi che il Covid aveva fermato (dal dopo-scuola ai centri di aggregazione fino a servizi come il centro di accoglienza diurno “La Marmotta rossa”), ci si prepara ad affrontare l’inverno: «La popolazione delle persone senza fissa dimora è variabile – spiega Labruzzo – Durante l’estate Cesena si spopola, per poi tornare a riempirsi dall’autunno, con numeri che è difficile prevedere in anticipo. Cercheremo di farci trovare pronti. Il dormitorio raddoppierà i posti disponibili. Dovremmo anche aver trovato una nuova sistemazione per il centro diurno di accoglienza “La Marmotta rossa”: la sede dove si trovava prima era troppo piccola, stiamo organizzando una nuova sistemazione per ripartire in sicurezza».

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Carmelina Labruzzo

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