Poste, faccia a faccia col Governo. A San Marino continua lo sciopero

SAN MARINO. Poste SpA, dopo l’incontro si attendono risposte dal Governo e lo sciopero continua. Ieri mattina infatti si è tenuto un incontro tra le organizzazioni sindacali, la rappresentanza sindacale dei dipendenti di Poste San Marino ed il Segretario di Stato agli Affari interni, Guerrino Zanotti. Al Governo è stata ribadita la richiesta di «ritirare il decreto delegato 60/2019 e ripristinare lo status contrattuale pubblico con tutte le garanzie e condizioni precedentemente applicate, ai 13 dipendenti forzosamente passati al Contratto servizi».

Inoltre è stato spiegata «l’impossibilità di attribuire ai dipendenti di Poste San Marino, tramite decreto, l’area contrattuale ed i livelli; a maggior ragione se si fa riferimento ad un ambito contrattuale che deve essere oggetto di libera contrattazione tra le parti sociali». Sottolineata poi la richiesta di «rivedere la scelta deprecabile ed ingiustificata di trasformare le Poste in S.p.A. e che ad oggi non ha alcuna giustificazione concreta né sostenibilità economica rispetto ad costi del Cda e della direzione». Questa richiesta, hanno spiegato i sindacati, «dovrà essere oggetto di un tavolo di confronto più ampio che preveda anche altri servizi in procinto di essere trasferiti nell’ambito di Poste San Marino SpA quali l’Ufficio filatelico e numismatico e la gestione della Smac-San Marino Card». Sono state quindi sollecitate «delle risposte urgenti, soprattutto riguardo al ritiro del decreto ed alle risistemazione delle condizioni contrattuali in ambito pubblico dei dipendenti coinvolti».

Il Segretario di Stato agli Affari interni ha già convocato un nuovo incontro nella mattinata di venerdì, dopo che il Congresso di Stato avrà valutato le richieste emerse nell’incontro odierno. Csu in una nota ha ribadito però la necessità di dare «urgenti risposte ai lavoratori in sciopero da molti giorni, con rilevanti sacrifici economici che hanno un forte impatto sulle retribuzioni ed inevitabili disagi all’utenza». Inoltre i sindacati hanno precisato che «le richieste avanzate siano ponderate e condivisibili da parte del Governo, ma vista l’attuale mancanza di risposte da parte dell’esecutivo lo sciopero continuerà come già programmato. Se da parte del Governo dovesse arrivare formale conferma rispetto alle richieste avanzate, i dipendenti provvederanno a riunirsi in assemblea per deliberare la cessazione immediata dello stato di agitazione».

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