Positivi alla cocaina entrambi i genitori della bimba ricoverata

RAVENNA. Entrambi i genitori sono risultati positivi alla cocaina. Non significa che ne abbiano fatto uso proprio la sera della vigilia di Natale, prima che la loro figlia di appena 5 anni ne ingerisse un quantitativo sufficiente a farle perdere i sensi provocandole le convulsioni. Le tracce dello stupefacente, d’altra parte, rimangono in circolo per un periodo superiore rispetto ad altre droghe. Ma l’esito del test al quale mamma e papà della piccola hanno accettato di sottoporsi potrebbe comportare una diversa lettura della dinamica dei fatti, rispetto a quella raccontata nell’immediatezza della sera del 24 dicembre. Per il momento l’unico a essere indagato per lesioni colpose aggravate è il padre della bimba, un 40enne di Ravenna, che ha spiegato di avere somministrato per errore lo stupefacente alla figlioletta scambiandolo per mannite, un farmaco usato anche nei bambini con effetto lassativo, ma spesso utilizzato pure come sostanza da taglio per sniffare cocaina. Una versione sostenuta anche dalla compagna, sentita a sua volta dagli investigatori della squadra Mobile, che nei giorni scorsi hanno approfondito il contesto familiare sentendo anche vicini di casa e amici della coppia.

Il bancomat intriso di polvere bianca

Venerdì scorso, l’intervento delle forze dell’ordine è stato richiesto intorno alle 21, quando già i genitori della bimba avevano spiegato al personale sanitario la natura della sostanza somministrata per sbaglio. La perquisizione eseguita dalle Volanti della Polizia di Stato e dalla Scientifica nell’abitazione della famiglia è proseguita per un paio di ore circa. E’ stato rinvenuto l’involucro in cellophane contenente un residuo poi passato al narcotest e identificato come cocaina. Si tratta della stessa sostanza che il 40enne ha spiegato di avere scambiato per mannite. C’era anche un bilancino di precisione digitale senza coperchio, insomma, come se fosse stato utilizzato da poco. Infine gli inquirenti hanno sequestrato anche una tessera bancomat con evidenti tracce di polvere bianca. Nessuna presenza, invece, del farmaco con il quale il padre della bimba ha raccontato di avere fatto confusione.

Le piste investigative

Gli elementi finora raccolti suggeriscono un’ipotetica alternativa alla storia della droga disciolta nell’acqua per errore. Poco prima del dramma, in casa era passata una coppia di amici per gli auguri di Natale. Tra le possibilità prese in considerazione non si esclude che proprio in un attimo di distrazione, la bambina abbia ingerito inconsapevolmente un quantitativo di droga lasciato incustodito, pensando fosse commestibile. Ipotesi che in astratto potrebbe portare a un diverso inquadramento della vicenda nel fascicolo aperto dal sostituto procuratore Stefano Stargiotti. Sulla gravità delle accuse pesano anche le condizioni di salute della piccola, ancora ricoverata sotto osservazione all’ospedale “Sant’Orsola” di Bologna. Non è più in pericolo di vita. Ma solo quando uscirà dal coma farmacologico si potrà capire quali conseguenze ha riportato.

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