Porto Ravenna: i traffici di inizio 2022 superano i livelli pre-pandemia

Primo trimestre in territorio positivo per il porto di Ravenna, anche se da aprile dovrebbe arrivare un rallentamento. Per il periodo gennaio-marzo, comunque, commenta l’Autorità di sistema portuale, “nonostante il conflitto in Ucraina”, il Candiano “non solo ha consolidato i traffici raggiunti, ma è cresciuto praticamente in tutti i settori”. Complessivamente sono infatti state movimentate oltre 6,7 milioni di tonnellate di merci, in crescita del 15,5% rispetto al primo trimestre 2021 e del 5% rispetto a quello del 2019 ante pandemia. Merito sorattutto degli sbarchi, 5,8 milioni, su del 20% e del 6,4%, rispetto agli imbarchi, 843.879 tonnellate, giù del 9,4% e del 4%. Il numero di toccate delle navi ammonta a 644, in crescita del 2,6%, ma con otto in meno rispetto al 2019. Nel dettaglio di marzo, oltre 2,3 milioni di tonnellate, in crescita del 11% rispetto al 2021 ma in calo del 6,9% rispetto al marzo 2019. Per quanto riguarda le merci, quelle secche, circa 5,6 milioni di tonnellate, sono cresciute del 16,9% rispetto al 2021 e del 4,6% rispetto al 2019; i prodotti liquidi, circa 1,1 milioni di tonnellate, sono aumentati dell’8,9% e del 7,1%. Bene anche il comparto agroalimentare con 1,4 milioni di tonnellate di merce movimentata, su del 66% e del 23%. In particolare spiccano i cereali, in crescita di circa il 435% e dell’1,4%, e le farine, in aumento del 60% e del 20%. Territorio positivo anche per i semi oleosi, 376.226 tonnellate in crescita di quasi il 40% e del 102%; per gli oli animali e vegetali, in crescita dell’8,4% e del 6,9%; e, nonostante la guerra, per i materiali da costruzione, circa 1,1 milioni di tonnellate in aumento dell’ 1,7% e del 7%.

Stabile infine la movimentazione di materie prime per la produzione di ceramiche del distretto di Sassuolo, circa un milione di tonnellate, in crescita del 7,9% rispetto al 2019. Dunque, commenta l’Autorità di sistema portuale, “non si è verificata la catastrofe paventata” con lo scoppio del conflitto in Ucraina, Infatti i quantitativi di argilla e feldspato che prima provenivano dal Mar Nero sono stati sostituiti da quelli dalla Turchia. Stesso discorso per i prodotti metallurgici, sempre in trend positivo, del 24,1% rispetto allo stesso periodo del 2021, ma inferiori del 2,1% rispetto ai livelli del 2019. In calo invece i prodotti petroliferi, circa 530.000 tonnellate, giù del 12,7% e del 5,8%. “Preoccupano” poi i concimi, circa 360.000 tonnellate in calo del 34,3% e de 29,6%. Aumentano, invece, i prodotti chimici, del 75,1% e del 32,6%, Bene i contenitori, 56.131 Teus in crescita del 5,2% e del 7,6%. Il numero di toccate delle navi portacontainer, pari a 106, è in calo però del 7,8% e del 17,8%, mentre la merce trasportata, 610.782 tonnellate, cresce del 5% e dell’1,2%. Positivi anche rimorchi e rotabili, in aumento dell’8,3% per numero di pezzi movimentati e del 27,6%, in termini di merce movimentata rispetto allo stesso periodo del 2021. Numeri superio anche al 2019 grazie in particolare alla linea Ravenna-Brindisi-Catania. I dati di traffico del primo trimestre, mette in luce l’Autorità, “non scontano appieno gli effetti della guerra in corso: se è vero, infatti, che Russia e Ucraina per la logistica italiana significano soprattutto porto di Ravenna, anche gli indicatori di traffico da e per il Mar Nero sono in linea con quelli medi del 2021″. 

Da gennaio a marzo sono state movimentate oltre 1,1 milioni di tonnellate, di cui 606.504 tonnellate con l’Ucraina e 274.397 tonnellate con la Russia. Per un totale di navi con il Mar Nero di 107, 41 per traffici con l’Ucraina e 42 per traffici con la Russia. Tuttavia, aggiunge, il trend positivo di 13 mesi “sembra destinato a rallentare in aprile”, che secondo le stime potrebbe registrate un calo del 17,6% rispetto allo stesso mese del 2021 e del 16,2% rispetto a quello del 2019. Così il primo quadrimestre 2022 dovrebbe chiudersi con una movimentazione complessiva di circa 8,7 milioni di tonnellate, in aumento di circa il 6% sul 2021 e in calo dello 0,5% sul 2019. Con un boom però per per rimorchi e container: questi ultimii nel solo mese di aprile dovrebbero crescere del 31%. Per quanto riguarda infine l’impatto del blocco delle navi russe, fino ad aprile sono attraccate 30 navi battenti bandiera russa, l’ultima il 4 aprile. In tutto il 2021 sono state 89 su un totale di 2.702, per 384.791 tonnellate, l’1,4% del traffico totale. Di queste 89 navi, 81 si riferiscono a categorie merceologiche esentabili dal divieto, e ne restano dunque fuori otto.

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