Porto di Ravenna, un 2022 pieno di numeri positivi

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Il porto mantiene i livelli pre pandemia e segna una crescita dell’1,1% con 27.389.886 tonnellate di merci movimentate nel 2022, 290 mila tonnellate in più rispetto al 2021.

Gli sbarchi sono stati pari a 23.900.337 di tonnellate e gli imbarchi a 3.489.549 tonnellate (rispettivamente, +2,6% e -8,3% rispetto al 2021) con numeri record per il comparto agroalimentare.

Il report dell’Autorità di sistema portuale mostra piena soddisfazione ed entra nel dettaglio delle singole voci tenendo ben presente gli effetti sullo scalo ravennate della guerra in Ucraina. Il numero di toccate delle navi è stato pari a 2.703, in linea con lo scorso anno.

L’agroalimentare

Il comparto agroalimentare con 5.711.233 tonnellate di merce ha registrato nel 2022 una crescita del 21,1% rispetto al 2021 e ha segnato il record storico per questa categoria. Si segnala il dato relativo ai prodotti agricoli (2.146.078 tonnellate contro le 1.053.689 del 2021; +103,7%) e, in particolare alla movimentazione (quasi tutti sbarchi) dei cereali, che chiudono il 2022 con 2.030.952 tonnellate: (+134,9% rispetto al 2021).

I materiali da costruzione, con 5.559.189 tonnellate, sono in calo del 2,3%, e le importazioni di materie prime per la produzione di ceramiche del distretto di Sassuolo, sono state 5.086.612 (-1,4%).

In crescita i prodotti petroliferi (+5%), con 2.594.675 tonnellate. In calo, invece, i volumi di concimi movimentati nel 2022, -10,3% rispetto al 2021, con 1.452.023 tonnellate. Il numero di toccate delle navi portacontainer, pari a 509, è in aumento (+10,9%) rispetto alle 459 del 2021.

Per quanto riguarda i trailer, il 2021 si chiude con il risultato della linea Ravenna - Brindisi - Catania: i pezzi movimentati, 80.595, salgono del 6,4% (4.814 pezzi in più) e la merce (1.818.670 tonnellate) è cresciuta del 25,7%.

Il commento

«Si conferma il record storico annunciato a inizio anno – dichiara Daniele Rossi, presidente dell’Autorità Portuale di Ravenna – un record tanto importante quanto l’eccezionalità delle condizioni in cui è stato raggiunto. Le pesanti ripercussioni sul traffico marittimo che la guerra in Ucraina ha generato, l’aumento dei prezzi dell’energia che ha impattato su tutta l’economia nazionale e, non ultimo, la presenza dei cantieri del Progetto Hub che stanno lavorando con le draghe e sulle banchine per l’approfondimento dei fondali, sono tutti fattori che hanno, seppure in differente misura, condizionato i traffici del 2022».

Crociere e traffici

Nel 2022 si sono registrati 106 scali, per un totale di 193.120 passeggeri, di cui 154.690 in “home port” (77.865 sbarcati e 76.825 imbarcati) e 38.319 in transito. Il traffico ferroviario nel 2022 è calato, in termini di merce e di numero di treni, rispettivamente del 5,7% e del 9,8%. Sono state trasportate via treno 3.709.023 tonnellate di merce, per 8.136 treni.

Il calo del traffico si deve alla diminuzione dei treni arrivati dall’Est Europa. Dalle prime stime sulla movimentazione a gennaio 2023, i traffici sono in linea a quelli di gennaio 2022 e pari a 2.165.978 tonnellate contro le 2.188.092 tonnellate dello scorso anno. Crescono i materiali da costruzione (+21%), i petroliferi (+24%) e gli agroalimentari (+7%). In calo, rispetto a gennaio 2022, i concimi (-35%), i metallurgici (-29%) e i chimici (-7%). I container a gennaio dovrebbero essere 16.400 TEUs, in crescita del 10,4% per numero TEUs e del 7,2% per tonnellate di merce sullo stesso periodo del 2023.

I trailer dovrebbero essere oltre 6.500, in crescita di oltre il 23% in numero di pezzi e di quasi il 33% per quanto riguarda la merce rispetto al 2022.

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