“Porterò gli americani a Rimini con voli privati da Atlanta”: il nuovo sogno di Stephen Peterson

La sua storia fra l’Italia e gli States sembra scritta da uno sceneggiatore di Hollywood, ma lui, Stephen Peterson è tutt’altro che di celluloide. È un 36enne nato a Maracaibo in Venezuela e cresciuto a Torre Pedrera, salvo poi attraversare l’Oceano per laurearsi in architettura, aprire tre ristoranti ad Atlanta con il socio Pietro Gianni e mettersi in testa un’idea meravigliosa: farne un quarto nella metropoli della Georgia con un menù “carta della Romagna”, portando gli americani in Riviera e nell’entroterra a testare con mano prodotti e produttori degustati negli Usa. Per riuscirvi al meglio, ha anche acquistato con il suo socio una villa a San Clemente a due passi dalla Cantina Enio Ottaviani, altro punto fermo di questa storia che ha una parola chiave: Yeppa. Yeppa è Roberto Raggini, personaggio molto noto a San Vito, che Steven definisce il suo mentore oltre che un secondo padre.

Peterson, la possiamo definire un americano-romagnolo venezuelano di origine?

«Certamente. Sono cresciuto a Torre Pedrera, come diciamo noi TP, al Bagno 69 che una volta si chiamava Rinaldo e oggi abbiamo ribattezzato Rinato. Dopo aver studiato architettura ad Atlanta e aver fatto tre mesi di specializzazione a Bauhaus vicino a Berlino sono tornato in Italia nel 2013 per disegnare proprio il Bagno 69 trasformandolo nel più innovativo di Rimini Nord. L’ho fatto per Valentino Cima, compagno di mia mamma e mio migliore amico, che mi ha insegnato l’arte e la cultura facendomi girare per Musei, Expo o Biennale di Venezia».

La sua infanzia l’ha però trascorsa con “Yeppa”…

«Quando sono venuto in Italia, Roberto Raggini era il miglior amico di Cima e sono diventato la sua mascotte. Lui gestiva la Botte a Torre Pedrera, era un personaggio incredibile che conoscevano tutti e la sua parola preferita era appunto Yeppa. Sono stato in giro con lui per anni e proprio il giorno che lui è morto ho deciso di aprire un mio ristorante negli Stati Uniti: mi sono licenziato e ho aperto il primo ristorante. I miei locali sono esperimenti nati pensando a lui. Sono passati otto anni, ma è come se fosse ieri. Da allora ne ho aperti tre ad Atlanta con il mio socio Pietro Gianni (Storico Fresco, Forza Storico e Storico Vino dove si trovano tante foto di Marco Pesaresi) e ora arriverà il quarto».

Il quarto porterà proprio il suo nome e sarà un inno alla Romagna: come è nato il nuovo progetto?

«Durante il lockdown sono entrato in contatto con Massimo Lorenzi della Cantina Enio Ottaviani. È partita una collaborazione per i suoi prodotti con i miei ristoranti e poi abbiamo sviluppato l’idea del quarto originale locale».

Negli Stati Uniti vanno per la maggiore altre terre e altri vini, come far sfondare la Romagna?

«Voglio portare un’ospitalità unica: l’Italia l’ho girata a lungo ma un abbraccio così non l’ho mai visto. Senza la Romagna non sarei niente. Nel mondo, tutti hanno fatto una stagione in Riviera e ora è arrivato il momento di mettere sulle tavole del mondo le sue tipicità».

In che modo?

«Con un menù itinerante fatto dalle ricette donate dai ristoranti romagnoli e realizzato con i prodotti della Romagna: il vino di Ottaviani per aprire la strada a tutti gli altri vignaioli, la carne di Fattorie Fontetto di Uffugliano di Novafeltria per l’hamburger di Birgo Burger, i salumi di Messere Michele Andruccioli della Madia di Verucchio, la giardiniera di Gian Marco Casadei di Sogliano, i prodotti di Omar Casali del Marè di Cesenatico, le vongole a bassa temperatura dei fratelli Bernardi di Rimini, la focaccia del Forno Villa di Misano …. Anche l’arredamento e lo spirito richiameranno il nostro territorio: ci sarà una sorta di Caccia al Tesoro chiamata “Finding Yeppa” con le immagini di questa terra che stiamo girando in questi giorni grazie a un videomaker venuto con me da Atlanta e la gente dovrà individuare i veri personaggi romagnoli. L’idea è anche di raccontare la Riviera e gli entroterra attraverso immagini delle nostre realtà».

In questi giorni state battendo il territorio alla scoperta delle tipicità da mettere nel menù?

«Sì. Ogni giorno visitiamo paesi e borghi alla ricerca di personaggi e produttori. Di tanti Yeppa. Giovedì mattina abbiamo visto le sfogline di Zaghini a Santarcangelo, mercoledì abbiamo incontrato Baldo Baldinini nell’olfattorio di Tenuta Saiano… Staremo qui un po’».

State trattando l’acquisto di una villa vicino alla Cantina Enio Ottaviani, quale sarà la sua destinazione?

«La Villa di Yeppa sarà una base per portare gli americani qua a competere con il Brunello e il Barolo: sarà un luogo di piaceri e degustazioni in cui fare turismo da settembre a maggio, fare matrimoni anche il lunedì e il martedì. Stiamo trattando per far atterrare aerei privati Atlanta-Rimini da 300 persone con cui portare la gente qui in Romagna in quella che è l’autentica Italia. Intanto, insieme a Pietro (in questi giorni è stato trattenuto in America per impegni improrogabili), un paio di mesi fa abbiamo girato un video con una nota attrice brillante statunitense, un video – racconto che parte dalla Cantina Ottaviani a San Clemente, passa per la discesa in bici al porto di Cattolica e finisce con un bagno alla Vallugola per far capire negli States quanto il vino e l’entroterra siano connessi con il mare che è davvero a due passi. Sta già spopolando».

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