Portale in bronzo del Duomo di Cesena rovinato dall’urina dei cani: l’opera di Fioravanti al restauro

Ad oltre 20 anni dall’inaugurazione il portale del Duomo finisce “sotto i ferri” per tornare ad antico splendore. La maestosa opera del maestro Ilario Fioravanti ora è protetta da una impalcatura che si alza fino alla sua sommità. Motivo: il portale deve essere pulito. Non è, purtroppo, una questione solo di smog e d’intercedere del tempo. In particolar modo alla base, l’ingresso della cattedrale diocesana è stato aggredito dall’acido dell’urina. Ci sono tanti, a quanto pare troppi, proprietari di cani che lasciano il proprio migliore amico libero di scorrazzare senza guinzaglio in centro. E gli angoli del portale d’ingresso del Duomo, normalmente aperti di giorno, sono un catalizzatore d’attenzione per “alzare la zampetta” e marcare il territorio. A quanto pare, stando alle testimonianze di tanti frequentatori del centro, c’è chi lascia il proprio cane urinare sul portale anche tenendolo al guinzaglio: incurante dell’opera d’arte inserita in un luogo sacro. Di ancor meno qualificabile c’è poi chi, tra gli umani, usa il portale del Duomo come muro per i propri bisogni corporali, durante le serate del weekend e della movida.
Per il bronzo ricco di effigi che compone l’opera dunque era arrivato il momento di un makeup. Ideato per il Giubileo del 2000 Fioravanti lo consegnò alla città nel febbraio del 2021.
«Non si è rotto – spiega Adele Briani, la vedova di Fioravanti – ha solo bisogno di essere pulito bene. Soprattutto la parte terminale perché, a quanto pare, è diventato un luogo di facili evacuazioni per i cani e purtroppo non solo per loro. La pulizia del portale era un’operazione che era stata pianificata fin dallo scorso anno. Il bronzo nella colorazione originale è facilmente deperibile. Ed anche il guano di piccione non è certo un materiale che aiuta a farlo splendere. Così adesso verrà sistemato. Come sempre accadeva anche quando Ilario era in vita, ad occuparsi del lavoro sarà una restauratrice non cesenate: è la persona che mio marito coinvolgeva sempre perché la riteneva bravissima».
Si tratta della marchigiana Adele De Angelis. Che impiegherà un paio di settimane per far risplendere di nuovo il portale. Non inizierà subito dopo la pausa ferragostana però: i lavori partiranno non appena la restauratrice riuscirà a liberarsi dall’assistenza Covid che sta fornendo ad un proprio famigliare.
«Oltre alle questioni legate alla pipì ed agli acidi che produce, ci sono da ripulire anche gli agenti atmosferici – spiega la De Angelis – e anche il prodotto della rarefazione tipica dei materiali fatti di bronzo. Per ripulire tutto verrà usato un impacco fatto di polpa di carta, un agente chimico e della pasta di sale. In 15 giorni l’ingresso del Duomo cesenate tornerà alla normale fruizione quotidiana».
Nel decennale della morte, quest’anno ricorre anche i centenario della nascita di Ilario Fioravanti. Tra gli eventi celebrativi (alcuni ancora in via di definizione) di certo c’è invece una pubblicazione: è la monografia “Porta bronzea della Cattedrale” che racconta vicenda e retroscena che hanno portato a realizzare lo splendido portone in piazza Giovanni Paolo II. Di rifare l’ingresso della cattedrale si iniziò a parlare fin dal 1998. Fu indetto un concorso a cui parteciparono 13 artisti di cui 6 cesenati ed il volume rievocherà come si arrivò alla scelta di Ilario Fioravanti ed all’esecuzione di quella che resta una “vera impresa” artistica.

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