RAVENNA. Il lockdown appena iniziato, le scuole chiuse da tre settimane e il divieto di uscire di casa se non per stretta necessità. Loro non solo se n’erano fregati, ma l’avevano presa come un’occasione: avevano indossato la mascherina non tanto per proteggersi dalla pandemia, ma per evitare che il porta pizze che stavano per rapinare li vedesse in faccia. Bottino 20 euro appena, e una fuga durata nemmeno 10 minuti prima di essere rintracciati e identificati dalla polizia.

Una serata da “bulletti” quella dello scorso 14 marzo, di cui non è mai emerso nulla, almeno fino ad ora, con la notifica del decreto di giudizio immediato emesso dalla Procura per i minorenni nei confronti di due ragazzini di 17 anni (uno nel frattempo è diventato maggiorenne), accusati di rapina ed estorsione. Uno di loro, nemmeno un mese più tardi, sarebbe stato fra i protagonisti del brutale pestaggio al volontario Auser nei pressi del parco Teodorico.

Soldi per riavere gli occhiali

La rapina era avvenuta in via dei Poggi attorno alle 20.45. Il porta pizze, un ragazzo ravennate di 20 anni, aveva appena terminato una consegna. Tornando all’auto parcheggiata in doppia fila, era stato raggiunto dai due minorenni. Gli avevano chiesto una sigaretta, poi 5 euro. Al suo rifiuto era volato un ceffone. Mentre uno lo teneva stretto per il colletto del giubbotto, l’altro gli aveva sfilato gli occhiali. «Per riaverli devi pagare». La vittima allora aveva tirato fuori 20 euro dalla tasca. Arraffata la banconota, la coppia di baby rapinatori aveva mollato a terra gli occhiali, scappando verso via Canale Molinetto.

La caccia in scooter

Il caso ha però giocato contro i due fuggitivi. Perché proprio in quel frangente un collega del porta pizze stava passando in scooter. È stato quest’ultimo a dare la caccia ai due giovani. Uno lo ha beccato subito, e a quel punto i ruoli si sono ribaltati. Il minorenne ha provato a negare gli addebiti, finché vedendosela brutta è crollato, offrendosi di dare nome, numero di telefono e pure l’indirizzo del complice.

Le Volanti della polizia di Stato sono arrivate proprio mentre la discussione si stava facendo animata. Gli agenti hanno recuperato una felpa grigia con cappuccio che l’altro adolescente (quello che materialmente avrebbe sferrato lo schiaffo e preso gli occhiali) si era tolto durante la fuga, nascondendola sotto una vettura in sosta. Ma ormai le “dritte” per bussare a casa sua erano più che sufficienti. Da qui i due ragazzini sono stati denunciati per rapina in concorso ed estorsione, a cui si è aggiunta anche l’accusa (poi depenalizzata) di inosservanza delle disposizioni delle autorità per avere violato le norme anti-covid .

Sulla base degli atti trasmessi al Tribunale per i minorenni, il pm Caterina Salusti ha chiesto per entrambi i ragazzi il giudizio immediato. Ora i difensori, gli avvocati Lisa Venturi e Maria Carmela Grandinetti (del foro di Bologna) avranno tempo per decidere quale strada processuale scegliere.

Un’altra rapina il mese dopo

I due ragazzini protagonisti della vicenda sono noti alle forze dell’ordine. Nemmeno tre settimane dopo l’episodio di via dei Poggi, uno ha partecipato con altri tre giovanissimi tra i 14 e i 17 anni a un’altra rapina, questa volta ai danni di un volontario Auser di 23 anni, impegnato nella consegna dei farmaci. Per quei fatti, costati al malcapitato 25 giorni di prognosi, è stato condannato insieme ai “compari” a 2 anni e 400 euro di multa.

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