Porta in salvo moglie e figlie a Riccione e torna a combattere

Mentre le bombe e i missili dell’esercito russo devastano l’Ucraina, la macchina della solidarietà è già al lavoro, a Riccione, per accogliere i profughi in fuga: donne e bambini principalmente. E ci sono già i primi arrivi. Come quelli di Olha Romaniuk e delle figlie Kateryna (12 anni) e Nastya (14 anni), alloggiate, da mercoledì scorso, presso la foresteria della società sportiva Ginnastica Riccione. «Mio marito – ha raccontato in lacrime, a Icaro Tv, la loro odissea, la signora Olha – ci ha accompagnato con l’auto (da Rivne, città dove vivevano, ndr) fino alla frontiera con la Polonia. Dopodiché una volta raggiunta Cracovia, dopo quasi un giorno di viaggio, abbiamo aspettato che un volontario venisse a prenderci con un pulmino per accompagnarci a Riccione. Dove ad attenderci c’erano Francesco (Poesio, presidente della Società Ginnastica Riccione, ndr) e sua moglie Anna, che stanno facendo di tutto per farci sentire in famiglia. Ma fa male all’anima tutto quello che sta accadendo in Ucraina». Aggiunge la piccola Kateryna: «Sono preoccupata per mio padre, spero che tutto questo finisca e si torni presto alla normalità».

Ritorno alle armi

Il padre, infatti, una volta stretto forte a sé le figlie e baciato la moglie, ha inserito la retromarcia dell’auto ed è tornato in Ucraina per combattere per l’indipendenza del proprio Paese. La Società Ginnastica Riccione dopo aver accolto la piccola ginnasta Kateryna (che ora si allena nelle strutture della Società del presidente Poesio), sua madre e sua sorella, si appresta ad ospitare altre due giovani ginnaste del Centro Olimpico di Kiev (una che vive a Cerkasy, a sud di Kiev, e l’altra a Kramatorsk, una città nei pressi della regione meridionale del Dombass), oltre all’allenatrice Oksana Pershyna di Kiev. «Il nostro – spiega il presidente Poesio – è un impegno umano e morale nei confronti di questo popolo. Quello che stiamo facendo ci riempie d’orgoglio. Da presidente ringrazio tutte le famiglie e tutti gli appassionati vicini alla nostra società, perché hanno risposto presente. Pensate che in poche ore siamo riusciti a riempire due camion di alimentari, medicine, indumenti, coperte, da mandare in Ucraina: dimostrazione eloquente del grande cuore dei riccionesi».

Non solo ginnastica, c’è anche il calcio a mobilitarsi. La società Fya di Riccione, infatti, ha accolto il 12 enne Makar, giunto nella Perla Verde, da una città a 300 km da Kiev, la scorsa settimana.

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