Porta anziano a Ritirare 16mila euro. Badante arrestata a Ravenna

Si sono conosciuti su una panchina della città. Lui, alla veneranda età di 93 anni, di mettersi una badante in casa non ne aveva mai voluto sapere. Ma si sa, una chiacchiera tira l’altra; e così, parlando del più e del meno seduto all’aria aperta, non aveva fatto mistero dei propri acciacchi, mostrandosi a sua volta sensibile agli sfoghi dell’interlocutrice. Lei, Cornelia Covaci, colf 48enne di origini romene, avrebbe fatto leva su quelle confidenze per tentare un raggiro da diverse migliaia di euro. L’hanno arrestata in flagrante gli agenti della Polizia di Stato che venerdì sono entrati nella sede delle Poste, trovando l’anziano allo sportello in compagnia della donna; aveva appena chiesto di ritirare dal proprio conto 16mila euro. Questo avrebbe riferito il responsabile dell’istituto, che dopo avere spiegato al correntista che non sarebbe stato possibile rilasciare una somma di quelle proporzioni, ha contattato il figlio dell’uomo. «Badante? Mio padre non ne ha mai avuta una», avrebbe risposto. Così, a chiarire il tutto ci ha pensato la polizia.

Dal callo alla dentiera

Nella denuncia sporta in questura, l’anziano ha ripercorso i fatti partendo dai primi approcci, avvenuti circa due mesi fa. La straniera, che campa assistendo un altro anziano, sarebbe entrata in confidenza con lui durante i ripetuti incontri nella panchina situata nei pressi di casa. Per 20 euro si sarebbe offerta di rimuovergli un callo che gli dava problemi a un piede. I due avrebbero anche intavolato un discorso in merito a una cura odontoiatrica da svolgere in Romania: la colf avrebbe riferito all’anziano che nel Paese natale sarebbero bastati 2mila euro per fargli sistemare la dentiera, evidentemente bisognosa di qualche intervento.

Poi il turno delle “confessioni” sarebbe passato alla donna. Avrebbe raccontato delle proprie difficoltà economiche, tra le quali anche una questione in sospeso con un presunto strozzino al quale avrebbe dato in pegno la casa in Romania.

Si arriva infine alla “passeggiata” di venerdì all’ufficio postale. Nella denuncia l’anziano parla di un prelievo di circa 11.200 euro, non di 16mila come contestato. E proprio su alcune apparenti incongruenze è probabile che la difesa dell’imputata – assistita dall’avvocato Stefano Dalla Valle – andrà a indagare, forse puntando al fatto che il 93enne di buon cuore intendesse aiutarla.

Trasmessi gli atti all’Inps

Ad ogni modo, venerdì la straniera è stata arrestata in flagrante con l’accusa di truffa pluriaggravata. Dovrà però fare i conti con una serie di ulteriori grane. Il giudice Antonela Guidomei, oltre ad aver convalidato l’arresto ieri mattina, anziché disporre gli arresti domiciliari come richiesto dal vice procuratore onorario Adolfo Fabiani, ha disposto nei suoi confronti l’obbligo di firma quotidiano e di dimora, oltre al divieto di uscire di casa dalle 19 alle 8. Ma soprattutto ha trasmesso gli atti all’Inps per chiedere la revoca del reddito di cittadinanza, che la donna ha continuato a percepire nonostante lavorasse da alcuni mesi. E proprio per verificare l’attività professionale svolta, seppure in nero, è stato informato anche l’Ispettorato del Lavoro. In astratto, rischia accuse più pesanti, come l’indebita percezione di erogazioni da parte dello Stato. Anche per valutare tutti gli scenari possibili, il difensore ha chiesto i termini a difesa.

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