Popolizio, Bosso e Mazzariello in streaming per Chet Baker

Teatri e cinema sono ancora chiusi, ma la musica e le parole continuano a riempirli per arrivare agli spettatori con ogni mezzo possibile. Questa sera alle 21 in streaming dal Teatro della Regina della Cattolica sarà possibile assistere a un momento di grande musica jazz interpretata da uno straordinario trio di artisti riuniti: Fabrizio Bosso alla tromba, Julian Oliver Mazzariello al pianoforte e Massimo Popolizio come voce recitante daranno infatti vita al concerto “Shadows. Omaggio a Chet Baker”. Inserita nell’ambito della rassegna virtuale “Teatri nella rete” di Ater Fondazione, la visione gratuita sarà possibile sulla pagina Facebook del Teatro della Regina, sulla piattaforma www.teatrinellarete.it e sui canali social di Ater e dei teatri del circuito. Popolizio, in che modo verrà raccontata la figura di Chet Baker?

«Prendiamo spunto dalle sue memorie, le sue parole, che andiamo a incastonare con la musica – racconta l’attore –. Musicisti e attori sono talvolta mondi isolati invece qui sono l’uno a disposizione dell’altro. Le parole del grande trombettista di Yale vengono fuori in prima persona per coglierne le verità dal suo punto di vista. Ne emerge la figura di un angelo, con le sue passioni, le sue fragilità e le sue ossessioni».

Si ripercorrono aneddoti della sua vita?

«Sì, il filo rosso è il suo rapporto con l’eroina fino all’autodistruzione, passando inevitabilmente per la musica. Il 13 maggio 1988 Chet Baker morì cadendo da una finestra del Prins Hendrik Hotel di Amsterdam. Quello che viene prima è una folle corsa tra musica, eroina, cool jazz, dagli anni ’50 agli ’80 del Novecento, dentro e fuori dal carcere, di amore in amore, da una parte all’altra dell’Atlantico, fino in Italia. Ha vissuto e amato il nostro Paese, prendendo parte anche a produzioni cinematografiche (si ricorda il film “Urlatori alla sbarra” accanto a Mina). Ripercorriamo anche il suo primo incontro con la musica, quando il padre gli regalò un trombone inizialmente troppo grande per le sue labbra fino a scoprire la tromba che lo porterà alle vette del sublime della musica, in contrasto talvolta con le sue fragilità della vita».

Quanto spazio viene lasciato alla musica?

«Tanto. Gli assoli di Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello sono fondamentali. Il concerto è come una session che non segue un ordine cronologico preciso nella narrazione ma procede per flash in cui suoni e parole duettano».

Come sta affrontando questo periodo?

«Cerco sempre di impegnarmi per fare le cose a un livello alto, per questo sono molto contento della collaborazione con due grandi talenti come Bosso e Mazzariello. Ormai è stato fatto tutto, ma è come lo fai che fa la differenza. Anche questo concerto è un regalo che Ater fa agli spettatori e tramite lo streaming può arrivare a tanti».

Il concerto sarà audiodescritto in collaborazione con il Centro Diego Fabbri di Forlì e il progetto “Teatro no limits” che garantisce l’accessibilità agli spettacoli da parte di non vedenti e ipovedenti

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