Ponte sul Lamone, protesta in consiglio a Ravenna: è scontro

RAVENNA – Per Ouidad Bakkali, presidente del consiglio comunale destinata al Parlamento, quella di ieri è stata un’ultima seduta agitata, per usare l’eufemismo. Si parlava del cantiere infinito del ponte sul Lamone, che ha esasperato i cittadini fino a farli entrare in municipio per protestare e assistere alla seduta in cui era in programma la discussione di vari ordini del giorno sul tema, presentato dall’opposizione. Dopo un primo confronto tra i residenti e il sindaco, avvenuto fuori dall’aula, la rabbia non è scemata, anzi.

Durante l’intervento in consiglio di Michele De Pascale un gruppo di persone ha contestato il sindaco: «Non vogliamo la beneficenza, siamo cittadini che pagano le tasse». Dopo una breve interlocuzione col pubblico (che in municipio può assistere ma non intervenire), il primo cittadino ha rinunciato al suo intervento perché «pur non condividendo le modalità della protesta,ma capendo la rabbia, credo che non ci siano oggi le condizioni per fare un dibattito sereno». Il sindaco presenterà dunque una relazione scritta. A quel punto Bakkali ha interrotto la seduta per decidere il da farsi con i capigruppo.

Serve un passo per capire meglio le circostanze: poche ore prima del consiglio, la giunta aveva fatto uscire una nota stampa in cui si annunciava l’esenzione della tassa rifiuti Tari e del canone di occupazione di suolo pubblico e di esposizione pubblicitaria. Provvedimento valido però solo per negozi, artigiani, alberghi e bar o ristoranti che si trovano nelle frazioni interessate dal disagio. Un provvedimento che però per l’opposizione è un pannicello caldo e non copre i disagi subiti dai cittadini negli ultimi due anni. La minoranza chiede per tutti i cittadini agevolazioni fiscali che però la maggioranza ritiene siano impossibili da concedere, dal punto di vista giuridico. «Volete cavarvela con un provvedimento da ventimila euro», ha attaccato Veronica Verlicchi de La Pigna.

Tutto questo accadeva però prima dell’interruzione dell’intervento del sindaco e dell’abbandono, da parte del primo cittadino, dell’aula. Un’uscita, la sua, dovuta anche alla presentazione del progetto del rigassificatore. Alla ripresa dei lavori, la discussione sul ponte era passata in secondo piano rispetto a quanto accaduto. Andrea Vasi del Pri sembrava il più preoccupato: «Se ci sono stati degli errori dei cittadini questi vanno perseguiti per le vie legali». Poi ha aggiunto: «Si schiaccino le unghie a chi cerca di interrompere il consiglio comunale». Anche Daniele Perini, consigliere di maggioranza, si è detto scosso dall’accaduto pur non condividendo l’idea di perseguire i cittadini. L’opposizione ha invece ricordato l’esasperazione dei cittadini di fronte ai disagi anche se alcuni hanno criticato l’interruzione. Meno conciliante Verlicchi: «La vera vergogna è un sindaco che scappa davanti ai cittadini».

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