Ponte chiuso in Valmarecchia, gara di solidarietà per il panificio

Ponte chiuso in Valmarecchia, gara di solidarietà per il panificio
Antonino Ruvolo davanti a casse di pane rimaste invendute

Clienti agli sgoccioli. Pane, pizze e biscotti che finiscono nel cestino giorno dopo giorno. Panettoni e dolci natalizi che prima venivano sfornati a ritmi serrati, adesso hanno rallentato bruscamente. E un’attività che, come tante altre in zona, rischia di abbassare le saracinesche per sempre, da quando il ponte che collega Poggio Torriana a Verucchio è stato chiuso. Ecco perché è scattato un passaparola da parte dei clienti e residenti della zona per «non fare chiudere il panificio Marecchia». Il titolare non nasconde la disperazione: «Se vado avanti così è finita, a fine giornata sto buttando decine di chilogrammi di prodotti che restano invenduti e non si possono riproporre».
Aiuto e condivisione
Antonino Ruvolo, 45 anni, ieri ha tenuto aperta l’attività anche se era domenica, visto l’appello finito sui social che in breve è “rimbalzato” tra numerosi utenti: «Il panificio Marecchia è davvero in difficoltà. Ha tanti panettoni artigianali buonissimi invenduti. Condividiamo in più e diamo una mano a questo artigiano in difficoltà non per colpa sua». E Ruvolo ha raccolto i primi frutti, «visto che sono aumentate le vendite per la prima volta dopo un lungo periodo di crisi».
L’inizio dei guai
Già perché sul ponte di Verucchio, che attraversa la Santarcangiolese, è stato disposto il senso unico alternato già il 5 dicembre scorso, perché la tenuta della struttura era stata messa sotto osservazione dalla Provincia. «Lì sono iniziati i guai – continua il titolare dell’attività in via Palazzo – perché con il semaforo nessuno girava più nella direzione del panificio». Poi il 19 dicembre, visto l’arrivo del maltempo, è stata decisa la chiusura totale del ponte che ancora adesso va avanti, in attesa di una soluzione che sarà presa proprio nella sede della Provincia.
Rischi in tutta la zona
La situazione è piuttosto chiara, quanto difficile al tempo stesso. «Senza quel ponte siamo tagliati fuori: tutte le attività della zona rischiano di chiudere, non solo io, perché se non si dà subito una risposta questo isolamento che si è creato è destinato a creare una crisi economica senza precedenti», spiega ancora il titolare del panificio Marecchia, che ha lasciato la sua seconda rivendita di pane e prodotti da forno che era a Miramare «perché mi bastava il negozio di Poggio Torriana, ora invece mi ritrovo in questa situazione, in cui però si sarebbe dovuto intervenire prima, per evitare di arrivare a una chiusura del ponte che, di fatto, lascia migliaia di persone in grosse difficoltà, destinate purtroppo solo a peggiorare se non si metterà mano al problema».

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