Pollini, acari e muffe: allergie sempre più diffuse

Pollini, acari della polvere e degli animali domestici, muffe: sono tutte sostanze che possono far insorgere un’allergia, una patologia sempre più diffusa: «In Italia, una persona su 3 è affetta da rinite allergica e 5 su 100 da asma allergica – spiega il dottor Gabriele Cortellini, dell’Ospedale Infermi di Rimini, Responsabile della Struttura Semplice Inter Dipartimentale di allergologia della Azienda Sanitaria della Romagna – e il riscaldamento globale, insieme all’inquinamento ambientale, sono le principali cause di un aumento costante di pazienti allergici. Un esempio: i pm10 e pm2 sono gli inquinanti dei motori diesel, e si legano in particolare al polline di cipresso, rendendolo più attivo nell’irritare le vie aeree. Si tratta di una delle pollinosi attualmente più diffuse».

Un leggero miglioramento si è registrato ultimamente in seguito all’utilizzo delle mascherine: «Nella maggior parte dei pazienti – prosegue l’esperto – abbiamo notato una riduzione dei sintomi che si attesta intorno al 40%».

Le allergie si sviluppano tutto l’anno: «Tra febbraio e aprile è il periodo delle betullacee, piante tipiche del Nord Europa; da noi ci sono soprattutto alcune “piante sorelle” come i noccioli e i carpini. Il tipico polline preprimaverile presente nella nostra area è tuttavia il polline del cipresso, che inizia a metà gennaio e termina a metà maggio. Ma ci sono altre piante appartenenti alle cupressacee, come il tasso e il ginepro, che presentano una stagionalità diversa, per cui l’allergico al cipresso starnutisce anche tra fine settembre e metà ottobre».

La “classica” pollinosi primaverile è dovuta alle graminacee, presenti nella nostra zona all’incirca dal 20 marzo al 20 giugno: «Tendenzialmente chi è allergico alle graminacee lo diventa anche ad altri allergeni, come al cipresso e alle composite, e allora la sua stagione, inizialmente primaverile, si estende per un periodo che va da gennaio a inizio ottobre».

Non solo all’aperto, ma anche negli ambienti chiusi si soffre di allergie: «Purtroppo non esiste una vera e propria prevenzione, ma in alcuni casi, come quando si è allergici agli acari della polvere e degli animali, si possono mettere in atto norme ambientali in contrasto con la “rivoluzione verde”, che implica case ben coibentate e con pochi spifferi, perché in un ambiente poco arieggiato e tendenzialmente umido gli acari proliferano».

E poi ci sono le muffe e i funghi: «Come l’Aspergillo che può dare patologie respiratorie polmonari molto importanti e talvolta pericolose, oppure l’Alternaria, una spora molto rappresentata nell’ambiente e facilmente asmogena, che induce, infatti, crisi di asma quasi fatali con accesso al Pronto Soccorso, soprattutto per i bambini e per i giovani adulti. L’Alternaria viene definita un “trigger”, cioè una sostanza che muove la risposta immunitaria non solo per sé, ma anche per altri allergeni, ed è così che un paziente allergico a questo fungo, nel corso della sua vita, diventa polisensibile».

Anche un temporale può far scaturire una reazione allergica: «Si parla di asma da temporale, perché l’ozono che si libera prima che scoppi la perturbazione è tossico per i bronchi e, inoltre, si verifica un fenomeno osmotico in cui i granuli pollinici scoppiano e liberano piccole particelle polliniche che riescono ad arrivare fino alle vie bronchiali più sottili, come nei bronchioli respiratori, inducendo più facilmente delle crisi di asma».

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