Polittico di Giuliano da Rimini fino all’11 luglio

Il magnifico polittico di Giuliano da Rimini, uno dei più importanti Maestri del Trecento Riminese, appartenuto alla collezione privata del Duca di Norfolk, Inghilterra, venne acquistato nel 1996 dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini su iniziativa di Luciano Chicchi, Fernando Pelliccioni ed Enzo Pruccoli, all’epoca ai vertici dell’istituto. Anticamente proveniente dalla nostra città, solo alla fine degli anni ’90 poté farvi ritorno. Diventato parte della collezione della Fondazione, è temporaneamente inserito all’interno dello spazio espositivo del Museo della Città “Luigi Tonini” con la volontà di renderlo fruibile ad un pubblico più ampio; inoltre, furono finanziati diversi interventi di restauro: il più importante da ricordare fu quello effettuato dal 2001 al 2003 sempre a spese della Fondazione.

Oggi, la Pala è una delle opere più belle e più importanti esposte nella mostra “Le Arti al Tempo dell’Esilio”, organizzata presso il MAR di Ravenna e curata dal Prof. Massimo Medica. L’opera di Giuliano da Rimini è un elemento rilevante all’interno del percorso espositivo poiché può rappresentare uno dei contatti diretti che Dante ebbe con il nostro territorio: il polittico risale al 1320 circa e Dante subì l’esilio in Romagna dal 1318 fino alla sua morte nel 1321. Per raccontare questo possibile legame, il 29 Giugno Alessandro Giovanardi, responsabile delle attività culturali della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, ha illustrato il polittico presso il Chiostro Classense di Ravenna, con grande interesse e seguito di pubblico.

L’Opera è ancora visibile e contemplabile nel percorso espositivo realizzato per ripercorrere uno dei momenti più difficili e significativi della vita di Dante. Infatti la mostra “Le Arti al Tempo dell’Esilio” è stata prorogata fino all’11 Luglio 2021. Al termine di questa prestigiosa esposizione “in trasferta” la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini valuterà altre occasioni di valorizzazione del suo polittico di Giuliano da Rimini, la cui rilevanza nell’esposizione dantesca ha dimostrato ancora una volta l’importanza delle acquisizioni d’arte che nel tempo sono state sostenute dalla stessa Fondazione e da Banca Carim.

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