La poesia che cambia il mondo: i 100 anni di Tonino Guerra / IL VIDEO

La poesia che cambia il mondo: i 100 anni di Tonino Guerra / IL VIDEO

SANTARCANGELO. Importanti centenari l’anno 2020 porta con sé. Tra questi c’è quello di Tonino Guerra (Antonio all’anagrafe) che avrebbe compiuto 100 anni il 16 marzo. Una celebrazione che si collega anche ad altre: Federico Fellini, Enzo Biagi, Gianni Rodari, Alberto Sordi, Éric Rohmer, Carlo Azelio Ciampi, papa Giovanni Paolo II, Ennio Flaiano (anche se i suoi anni sarebbero 110). Con tutte queste straordinarie figure si è intrecciata la ricca e lunga vita di artista e di uomo di Tonino Guerra, si può dire alquanto eccezionale.

Per i 100 anni di Fellini è stato, e ancora lo sarà, ampiamente citato per il lungo sodalizio e i cinque film scritti insieme, primo fra tutti “Amarcord”. Per i 110 di Flaiano le celebrazioni, a Roma, hanno visto dedicare alcuni eventi alla loro intensa amicizia e collaborazione. Amicizia che era assai profonda con Biagi, col quale si sentiva spesso scambiandosi storie e racconti. E con Sordi, incontrato su tanti set e ai molti festival, da Venezia a Cannes, da Taormina a Roma, così come Rhomer, amato e avvicinato anche tramite amici comuni tra cui Bernardo Bertolucci che era nato anche lui il 16 marzo, come andava ripetendo: «Scoprirlo è il regalo più allegro che mi hanno fatto». Poi Rodari che, quando faceva il giornalista e critico, nel 1950, aveva letto e scritto di Guerra, recensendo sul quotidiano “L’Unità” la sua seconda raccolta poetica dal titolo “La s-ciuptèda”. Ciampi nel 2002 lo aveva insignito del prestigioso riconoscimento di Cavaliere di Gran Croce all’ordine al merito della Repubblica, e sempre in quell’anno gli aveva conferito il Premio De Sica. Papa Wojtyła lo aveva incontrato più volte, in pubblico e in udienze private con altri artisti.

Da Santarcangelo al mondo
Che intreccio di voci, pensieri, scritti, incontri, attorno a un uomo dalla natura vivace e geniale, che da Santarcangelo, dove era nato, partì appena trentenne alla volta di Roma con già la passione per l’arte figurativa e la “qualifica” di poeta e scrittore. E fu nella capitale che acquisì presto anche quella di sceneggiatore, che nei decenni lo vide firmare oltre 120 sceneggiature e soggetti di film, con e per i più grandi registi italiani e stranieri, da Antonioni a Fellini, da Rosi ai Taviani, da Angelopoulos a Tarkovskij solo per citarne alcuni, e una fama che cresceva al pari dei grandi premi ricevuti.
Poi venne il tempo della Russia, una nuova patria portata in dono dalla seconda moglie Lora, e quello del ritorno in Romagna, dando il via a un neo rinascimento dello sguardo e del fare.


In tanti riconobbero agli esordi il suo talento ma uno più di tutti, Pier Paolo Pasolini, come si evince dalla lettera che scrisse nel 1949 a Gianfranco Contini: «(…) Ho ricevuto questa mattina un libretto di Antonio Guerra (nome che penso non le sia nuovo) “La sciuptèda”. So che a lei non sfugge niente (…) ma vorrei scongiurare anche l’unica possibilità su mille che la schioppettata di Guerra non giungesse alla Sue orecchie. (…) Vorrei aver fatto per questi borghi della Bassa friulana quello che Guerra ha fatto per la Contrada (di Santarcangelo)».
La raccolta citata era in dialetto: nel 1952 Pasolini lo inserisce nella sua Antologia poetica del Novecento riconoscendogli un merito straordinario: aver aperto la nuova stagione dei neodialettali che si congeda da ogni forma di municipalismo. I versi del Guerra apripista rappresentano la svolta per la poesia cosiddetta dialettale che assume, grazie agli stilemi da lui introdotti, grandissima dignità permettendo alla nuova dialettalità di assurgere a lingua della poesia senza più distinzioni né categorizzazioni.
Anche se va detto – citando Elio Vittorini che curò i suoi racconti nella prestigiosa collana einaudiana I Gettoni “La storia di Fortunato” (1952) e “Dopo i leoni” (1956) –: le sue opere in prosa sanciscono quello che è «il bilinguismo guerriano, il santarcangiolese è la lingua “basica”, senza tradizione, della sua poesia, l’italiano lo sperimenta sulla tastiera della zona narrativa».


Vittorini lo scrive e il bilinguismo lo caratterizzerà sempre. Attraversando e incrociando diversi sentieri dell’arte, letteratura, cinema, teatro, televisione, giornalismo, pittura, scultura, progettazione, design, Guerra ha operato nella sua lunga vita – è scomparso il 21 marzo 2012 nella città dove era nato – al fine di insufflare la poesia ovunque, così da farne raccogliere la forza vitale e propulsiva.
Nei decenni il suo pubblico è cresciuto, non solo di lettori e di fan, ma si è arricchito di politici, amministratori a cui non risparmiava critiche, appelli, suggerimenti. Come quello di salvare la casa colonica dietro l’ospedale per diventare consolazione dei convalescenti, come riporta Renato Minore nel suo libro “La promessa della notte”: «Si fa sentire pubblicamente, diffonde manifesti in difesa di una casa contadina in pericolo (…) oppure manda messaggi al sindaco (…) lo esorta ad agire». E oggi finalmente, dopo circa trent’anni, in quella vecchia casa sono appena iniziati i lavori di restauro.

Un’altezza sorprendente
Progetti sospesi i suoi, raccolti nel tempo, perché non hanno scadenza tanto era prodigioso il suo guadare lontano. Non a caso Sergio Zavoli ha scritto nel commiato funebre che sono «fortunati i luoghi che si contendono una creatura in cui riconoscersi, poter vantare qualcosa di comune, scambiarsi il borgo, le case di pietra, i coppi inverditi dalle piogge, le porte con il battente di ferro (…) e l’odore del pane che sale per le stradine facendo di corsa il giro breve del paese. Tonino era tutt’uno con questo piccolo mondo trasformato nell’universo dalle sue poesie, ognuna con l’infallibile precisione – cioè l’inimitabile alleanza degli occhi e del cuore – di un poeta che porta i pensieri e le cose a un’altezza sorprendente».

RITA GIANNINI

IL VIDEO

Il video montaggio di Stefano Bisulli

A seguito dell’annullamento delle celebrazioni organizzate a marzo per il centenario di Tonino Guerra, i Comuni di Santarcangelo e Pennabilli, l’Associazione culturale Tonino Guerra e la Fondazione Culture Santarcangelo hanno continuato il proprio lavoro per rendere omaggio al Maestro nel centenario della sua nascita.

Per questo è stato chiesto agli attori Marina Massironi, Ivano Marescotti, Ermanna Montanari, Marco Martinelli, Roberto Magnani, Letizia Quintavalla, Annalisa Teodorani,  Nicoletta Fabbri di inviare un proprio contributo originale che sarà pubblicato sui siti e sulle pagine Facebook dei due Comuni e dell’Associazione proprio lunedì 16 marzo come omaggio a Tonino Guerra. Anche Fabio De Luigi ha contribuito all’iniziativa lasciando un suo personale ricordo del poeta.

Il video non vuole sostituire e completare i festeggiamenti per il poeta, ma solo lasciare un segno, perché questa giornata speciale non passi sotto silenzio a causa della contingenza.

Il programma completo del centenario dal titolo “IL VIAGGIO LUMINOSO” è stato infatti costruito su tre momenti principali – dedicati alla poesia, al cinema e al paesaggio – nei periodi di marzo, luglio e settembre attorno ai quali si affacceranno altri omaggi che istituzioni culturali, singoli cittadini, associazioni e artisti vorranno presentare.

La composizione del programma del centenario è curata da Andrea Guerra, figlio di Tonino e presidente dell’Associazione, e dalla moglie Lora Guerra, in sinergia con il professor Luca Cesari e Massimo Pulini pittore e storico dell’arte. I direttori artistici stanno delineando il programma per le manifestazioni di luglio e settembre dedicate rispettivamente al cinema e al paesaggio.

In questa settimana, inoltre, il Comune di Santarcangelo e la Fo.Cu.S. hanno organizzato un programma di pubblicazioni digitali condivise che accompagnino il pubblico fino al 21 marzo, giorno della morte di Tonino nonché Giornata Internazionale della Poesia.

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