Poesia a Sanremo. Gualtieri: “Jovanotti come un mago bambino”

CESENA. Mariangela Gualtieri, poeta del Teatro Valdoca di Cesena, e Lorenzo Jovanotti, si sono ritrovati insieme sul palco del Festival di Sanremo, venerdì a tarda ora. Non fisicamente, come nell’ottobre 2018, quando Jova fu ospite della rassegna di Valdoca “Ciò che ci rende umani”, entrambi a raccontare di poesia sul palco del Bonci di Cesena. “Galeotta” dell’incontro a distanza è stata la poesia “Bello Mondo” tratta da “Le giovani parole” (2015 Einaudi) di Gualtieri. «Voglio condividere con voi una poesia di un poeta italiano, dicono di una poetessa, ma poeta è una parola senza genere – le parole di Jova in diretta – . Si chiama Mariangela Gualtieri, è una grandissima, un grandissimo poeta contemporaneo». E via alla lettura, semplice ma appassionata. Dopo la virale “Nove Marzo Duemilaventi”, lanciata da Mariangela sul web all’inizio del lockdown, ecco altri versi giunti a una vastissima platea mediatica.
«Pochi giorni fa», spiega Mariangela, «Lorenzo mi ha chiesto che ne pensassi di Bello Mondo a Sanremo. Lì per lì la cosa mi ha messo paura perché io temo la notorietà. Ma mi fido di lui, della sua leggerezza, delicatezza e intelligenza e quindi gli ho detto che forse poteva funzionare e che mi sembrava una scelta molto coraggiosa».
Perché proprio “Bello Mondo”?
«Sono contenta che abbia scelto questa poesia, la meno mia, la più antologica, sia perché l’idea è presa da Borges, sia perché contiene versi di vari poeti e poete che amo, oltre ovviamente ai miei».
Quali sentimenti crede siano arrivati alla gente?
«Questa poesia è un lungo ringraziamento. Noi non ringraziamo mai, diamo per scontate tante cose; ma io credo che per tutti il fatto di ringraziare, e di farlo ritualmente come fa la poesia, porti grande sollievo. Credo si provi la gioia di ascoltare qualcuno che con grazia, acutezza e profondità, dice quello che tutti avevamo bisogno di dire».
Cosa pensa della lettura che ne ha dato l’artista?
«Il fatto che Lorenzo sia riuscito, come un mago bambino, a creare una bolla di attenzione dentro il frastornante luna park di Sanremo, una bolla silenziosa addirittura senza musica di accompagnamento, e andando a memoria, fa saltare a piè pari il giudizio sul come abbia recitato. È stata una scelta davvero coraggiosa e molto azzardata».
Avrebbe voluto esserci lei a declamarla?
«No, non mi sarei proprio trovata a mio agio».
La lettura di “Bello Mondo” rafforza la collaborazione fra lei e Jova, magari per una sua partecipazione al “Jova beach party 2022”?
«Questa esperienza ci avvicina certo di più. Ma io non amo esibirmi, sto sempre molto scomoda sui palchi, anche se l’arte teatrale mi ci porta».

L’intervista completa sul Corriere Romagna oggi in edicola

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